“Sogno gli Europei con la mia Sardegna nel cuore” – SardegnaSport


Wanderson Polanco in gara (foto Zuddas/Agenzia Fotocronache)

Wanderson Polanco in gara (foto Zuddas/Agenzia Fotocronache)

Hillary Wanderson Polanco Rijo corre. Lo fa più veloce che può, da una vita, toccando tappe che in pochi a 21 anni (lui che è classe ’97) hanno conosciuto. L’arrivo dalla Repubblica Dominicana a soli 7 anni, una vita in quella che sin dal primo momento è stata la sua Sardegna. E ora Torino, l’Italia. Con una quotidianità divisa tra la caccia ai miglioramenti per rimanere sulla scia di un’atletica italiana e sarda che sta finalmente dando soddisfazioni e lo studio (è iscritto a Scienze Motorie) perseguito “nel tempo libero”. Ce n’è abbastanza per capire quanto poco spazio ci sia per il resto, ma il gioco vale la candela. Al di là di quello che riserverà il futuro.



La parola “qui” ripetuta ogni volta che si parla di Sardegna la dice tutta sull’attaccamento alla nostra terra, anche se la chiacchierata si svolge in una Torino bombardata dalla grandine. “L’adattamento è stato lungo e non sempre semplice – racconta – Però va tutto bene, è chiaro che la routine sia cambiata, a Cagliari ero più rilassato, coccolato, tranquillo. A Torino sono spesso fuori casa, tra allenamenti, lezioni ed esami, non posso e non amo troppo fare baldoria in giro”. Anche perché i risultati ne sarebbero inficiati, ça va sans dire.

“Quando arrivai in Sardegna ero un bambino – torna indietro coi ricordi e il sorriso stampato perennemente – Non ho mai avuto problemi, sin dalle elementari. Certo, ho dovuto prima capire che non si parlava la stessa lingua del paese in cui sono nato, però è sempre andato tutto alla grande. Non posso non menzionare Valentina Uccheddu, che mi traslò dal calcio all’atletica leggera, i miei secondi nonni Bruno e Giovanna, mia mamma, il mio ex allenatore Andrea Atzeni, e poi Stefano Baldini“. 

Proprio il campione olimpico di Atene l’ha convocato per i Mediterranei Under 23 di Jesolo, nel weekend alle porte. Con lui ci sarà anche l’altro sardo Antonio Moro. “Prima di spostarmi a Torino (Polanco è tesserato per la Riccardi Milano, nda) Baldini mi ha consigliato l’allenatore da scegliere e dato grande disponibilità e fiducia. Ovviamente oltre a lui devo ringraziare il resto dei tecnici azzurri e della mia società. L’atletica sarda sta crescendo, il movimento italiano anche, sono felice di farne parte e penso che occorra battere il ferro finché è caldo. Penso a Lorenzo Patta (campione italiano Juniores nei 100 e nei 200, nda), che definirei l’emblema delle buone cose che stanno venendo fuori dalla Sardegna. In generale stiamo ottenendo molte medaglie a livello giovanile, chissà forse serviva che andassi via io, magari portavo sfortuna…”, scherza esplodendo in una delle sue classiche risate a metà tra il guascone e l’imbarazzato.



Il presente si chiama Atletica Riccardi. “Il mio coach attuale, Alessandro Nocera, mi sta dando una grossa mano e ha un ruolo speciale nella mia crescita. Sta trasmettendomi un’idea particolare dell’atletica. Per tutti arrivano i momenti dove le cose sono più complicate, e per una atleta è importante riuscire ad andare oltre le difficoltà e i propri limiti, ottenendo così dei risultati. Ho fatto un notevole miglioramento nella stagione 2017, e continuerò a migliorare grazie al suo impegno e soprattutto alla sua comprensione nei miei confronti nel quotidiano”.

Una stagione che non sembrava iniziare nel modo migliore. “Avevo corso i 100 non benissimo ai CdS, poi a Savona non sono andato per dei problemini, così sono andato direttamente ad Agropoli. Ero un po’ preoccupato, invece è arrivato il titolo italiano Promesse e ho ripreso fiducia. A Jesolo spero di migliorare il personale, occorre migliorare ad ogni occasione, mi sento bene e sono tranquillo”.

I prossimi obiettivi? “Sarebbe fantastico andare agli Europei, due posti su tre sono occupati dai fenomeni (Tortu e Jacobs, nda) e non sarà semplice. Tutto passa per il lavoro, dagli allenamenti e dalla Finale Oro ai Cds di Modena”. E chissà che presto non ci scappi la staffetta con Filippo Tortu… “Andiamoci piano. Di sicuro non va piano lui, sta facendo cose pazzesche. Conquistare un posto in staffetta è difficilissimo, però è una bella sfida. Io spero che continuino a venire fuori ragazzi come noi, quando gareggiavo in Sardegna la situazione era molto meno esaltante, adesso si sta voltando pagina”. Ma da migliorare c’è tanto, a cominciare da “la seconda parte dei 100 metri – spiega Polanco – Devo trovare ancora il modo e la capacità di essere davvero efficace nel lanciato”. 

E allora lanciati, Wanderson, e con te tutta la pista nostrana. La strada è tracciata.

dall’inviato Fulvio Erasmo

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