Diego Lopez con la nuova maglia del Penarol, accanto al presidente Jorge Barrera

Diego Lopez con la nuova maglia del Penarol, accanto al presidente Jorge Barrera

Diego Lopez è stato presentato a Montevideo quale nuovo allenatore del Penarol. Per lui una nuova avventura dopo l’addio al Cagliari, un’esperienza (la terza, dopo quella da giocatore e la prima da allenatore) conclusa con la salvezza. El Jefe torna così a casa dopo più di vent’anni.

“Cagliari non la abbandonerò mai – dice a SardegnaSport.com dopo la conferenza stampa affollatissima – E’ una delle mie case, dico sempre forza Cagliari e saluto tutto il popolo rossoblù. Per me non è un addio all’Italia”, conclude incassando il saluto e l’in bocca al lupo che il nostro giornale gli ha rivolto raccogliendo quelli dei tanti tifosi collegati. “Sarò affiancato da Michele Fini“, annuncia Lopez in sala stampa, confermando quindi il binomio visto già a Bologna, Palermo e Cagliari. Con loro ci sarà anche Alejandro Valenzuela

CLICCA QUI – Guarda la diretta video della conferenza di Diego Lopez in casa Penarol!



“Devo fare bene quanto Leo (il predecessore Leonardo Ramos, ndr) – continua Lopez – Ovvero devo vincere il campionato. Il Penarol ha molti giocatori di qualità e a me piacciono i giocatori di qualità. C’è un’ottima rosa, non devo insegnare nulla, il Penarol dev’essere sempre una squadra che gioca da squadra uruguayana, con un calcio dinamico, adesso è il momento di preparare insieme la fase pre-stagionale per poi ben comportarci nelle competizioni che ci attendono. Calciatori come Varela e Rodriguez sono ai Mondiali (oggi parte la Nazionale di Tabarez per la Russia, ndr) e questo è un grande valore e orgoglio per noi. Abbiamo il supporto del popolo giallonero – continua Lopez, che poi è sceso sul campo del Campèon del Siglo per altre foto di rito – Ho sempre seguito il Penarol e il calcio uruguayano perché sono uruguayano, so che il Penarol ha sempre fatto bene e bisogna continuare. Non ho ancora avuto modo di parlare e conoscere i giocatori, lo farò presto assieme a tutte le altre cose. Io torno qui dopo più di vent’anni e sono felice, ringrazio la mia famiglia, mia moglie e i miei figli perché non era una decisione facile. Per me è un’enorme soddisfazione personale, che desideravo prima da calciatore e ora da allenatore”.

dall’inviato Alessandro Furcas



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