28-02-2018, Cagliari, Lazzaretto Sant’Elia, Calcio, Serie A 2017-18, Presentazione Proposte di progetto del nuovo stadio di Cagliari. Foto Gianluca Zuddas/Agenzia Fotocronache. Nella foto: Progetto 3, Sportium

Una delle immagini del concept Sportium presentato al Lazzaretto di Sant’Elia (foto: Agenzia Fotocronache)

Tommaso Giulini la bomba l’ha sganciata, ma a livello mediatico e nel tam tam generale – più ingolosito (anche perché il tema è molto più semplice da ruminare) dal calciomercato – non è che si sia scatenato chissà quale mugugno o tumulto. “Non è detto che il progetto per il nuovo stadio sarà di Sportium (che poi rispose – LEGGI QUI), diceva il presidente del Cagliari all’indomani della sofferta salvezza, in quella che al 12 giugno è l’unica sortita pubblica post-stagione.

Eppure la frase messa lì senza antipasto né dessert era di quelle importanti, centrale nell’iter verso il nuovo stadio del Cagliari che però al momento è un qualcosa che più astratto non si può. La presentazione rumorosa dei tre concept, alla presenza dei vertici politici e calcistici regionali e nazionali, era stata seguita dall’assegnazione del mandato a Sportium, con l’attesa per il progetto definitivo entro la fine di questo 2018.



E’ questo il tassello fondamentale per far andare avanti, davvero, la macchina. Quello che è sempre mancato al predecessore di Giulini, quello che tuttora manca a Giulini. Il resto sono bei sogni che attendono di essere concretizzati. La palla, com’è noto, è nel campo rossoblù. In presenza della tanto agognata, per anni, “legge sugli stadi” – dopo la presentazione del progetto definitivo ci saranno 180 giorni, ma possono passarne anche meno, per arrivare all’approvazione della conferenza di servizi –, tutto dipende dalla società sportiva. La speranza è che in gran segreto fervano e avanzino le trattative (soprattutto economiche?) con Sportium o chi per esso. Ma fino a novità ufficiali, o comunque pubbliche, non resta che attenersi all’ultimo aggiornamento. Appunto quello del 22 maggio con le parole di Giulini.

Per il momento non ci si può nemmeno appellare alle lungaggini burocratiche e politiche, talvolta agitate come spettro ma che mai sono state per davvero un ostacolo, dal 2015 ad oggi. Questo perché sinora la politica (comunale in particolare) ha fatto quel che doveva con una rapidità non certo proverbiale per il nostro paese. Dalla manifestazione di pubblico interesse alla variante al PUC fino alle autorizzazioni necessarie per aprire la Sardegna Arena, le cose sono filate lisce. Ora il progetto definitivo spetta al Cagliari. Quando (e da chi) arriverà? Non resta che aspettare fiduciosi.

Fabio Frongia



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