Artur Finnbogason

Artur Finnbogason

23° del primo tempo tra Argentina e Islanda, partita inaugurale del Girone D di Russia 2018: Caballero devia un cross teso verso l’area e Alfred Finnbogason si avventa sul pallone per scaraventare in rete il primo gol in assoluto della storia dei mondiali della formazione scandinava. Un gol che, probabilmente, ha fatto esultare qualcuno in quel di Sassari, città in qualche modo legata al giocatore islandese, attaccante dell’Augsburg.

Finnbogason, in passato capocannoniere dell’Eredivisie con la maglia dell’Heerenveen e “figlio” calcistico di Marco Van Basten, prima di diventare un calciatore professionista visse un periodo della sua adolescenza proprio nella città sarda, grazie al programma di scambio culturale per studenti europei “A.F.S, American Field Service”, noto in Italia come “Intercultura”.



Correva l’anno 2007 e il giovane Alfred, all’epoca 17enne, passò alcuni mesi nella città turritana. E, dato che col pallone già ci sapeva fare, l’approdo nella Juniores della Torres fu il naturale sbocco per continuare a sognare un futuro nel calcio professionistico. Solo alcuni mesi di allenamento, senza la possibilità di essere tesserato dal club torresino: facile capirne il motivo, dato che il minorenne Finnbogason era già tesserato in patria. Eppure, siamo sicuri, in quel di Sassari avrebbero scommesso a occhi chiusi sul ragazzino islandese con tanto talento, come ha poi dimostrato la sua carriera internazionale.



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