Luìs Ayrton Oliveira

Luìs Ayrton Oliveira

Estate amara per i tifosi italiani, spettatori marginali dei Mondiali in Russia e costretti a cercare interessi alternativi nelle partite in programma. Rientra in quest’ottica, per i tifosi del Cagliari un po’ nostalgici, la sfida tra Belgio e Panama, in programma quest’oggi. Un incontro che rimanda alla mente due tra gli attaccanti più prolifici della storia rossoblù: Luis Oliveira e Julio César Dely Valdes.

“Purtroppo, da diversi anni, ho perso i contatti con Julio – ci ha raccontato l’ex attaccante brasiliano, naturalizzato belga – magari l’avrei sentito prima di Belgio-Panama, ma ormai non saprei come rintracciarlo”.

Quasi scontato aprire l’album dei ricordi: “Era fisicamente fortissimo, quando partiva in accelerazione non lo riprendevi più. Tecnica sopraffina e fiuto del gol, insomma: un giocatore completo. Abbiamo avuto un’intesa immediata, come se giocassimo insieme da una vita. Questo ci ha permesso di giocare tante belle partite uno al fianco dell’altro. E credo che anche nel calcio moderno avremmo potuto fare molto bene insieme”.



Capitolo Belgio: nazionale dal talento eccelso ma una sorta di “vorrei ma non posso”. Quali sono le sue aspettative? “Il Belgio deve arrivare il più lontano possibile. Anche se è inconcepibile aver lasciato a casa uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Non credo si sia trattato di una scelta tecnica, penso abbia pesato quel suo famoso video. Ha fatto molto clamore. Non hanno trovato un allenatore in grado di spingere la squadra a dare quel qualcosa in più, perché le qualità non mancano. Devono fare il salto di qualità”.

“Ma non faccio pronostici – prosegue Oliveira – perché abbiamo visto che non esistono più le partite facili. Anche le cosiddette piccole squadre studiano e migliorano”.

In una squadra cosi ricca di talento, il Luis Oliveira di vent’anni fa avrebbe trovato spazio? “Penso di sì, senza dubbio. Non c’è un giocatore con le mie caratteristiche nel gruppo. Mertens e De Bruyne giocano larghi rispetto alla porta, e anche Lukaku ha movimenti e caratteristiche diverse rispetto a quelle che avevo io. Pochi, in questo Belgio, hanno il mio fiuto del gol”.



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