Alessandro Marino, presidente dell'Olbia (foto: Zuddas)

Alessandro Marino, presidente dell’Olbia (foto: Zuddas)

Tempo di presentazioni in casa Olbia. Al fianco di Michele Filippi, il presidente Alessandro Marino e il direttore Pierluigi Carta. “Abbiamo deciso di proseguire nel solco della continuità – ha esordito il patron nel corso della conferenza stampa di presentazione – quindi abbiamo deciso di proseguire il rapporto con mister Filippi. Le basi di lavoro sono sempre state comuni e il suo percorso rappresenta un nostro motivo di vanto. Cerchiamo di portare un qualcosa di innovativo per la Serie C, introducendo la figura dello psicologo. Abbiamo selezionato persone che hanno le stesse nostre idee e che vogliono condividere un progetto particolare”.

“Alla base di tutto – ha proseguito Marino – c’è la programmazione: non scordiamoci che in serie C è facile andare a prendere i nomi, mentre la cosa difficile è costruire con professionalità. Proponendo uno staff che non ha grande esperienza abbiamo il compito di lavorare uniti. Sottolineo che sono quasi tutte figure della nostra terra: eccellenze del territorio”.



Inevitabile una domanda relativa al divorzio con Bernardo Mereu:  “La mia stima per lui è cosa nota. C’è anche il mio zampino affinché ora abbia la responsabilità sui giovani talenti della Sardegna. Posso solo ringraziarlo. Cambiare qualcosa fa parte nel nostro modo di pensare: la figura del mister è per noi una figura fondamentale ma anche funzionale al progetto. Non siamo una società dove l’allenatore è un factotum. Dopo più di un anno pensavamo che cambiare potesse dare beneficio, ma senza rivoluzionare. Obiettivo? Proseguire nella ricerca di talenti molto bravi. Col nostro modello mi aspetto che tra 2-3 anni saremo in grado di competere con le migliori”.

Presente anche il direttore sportivo, Pierluigi Carta: “Mi accodo ai ringraziamenti nei confronti di Bernardo Mereu. Ci ha presi in situazione drammatica e ci ha dato energia. Abbiamo raggiunto la salvezza con largo anticipo nonostante fossimo la squadra più giovane d’Italia. Filippi? C’è stato ballottaggio tra lui e altri due tecnici, volevamo la scelta giusta. Oggi Aresti e Ragatzu sono i nostri due capisaldi: vorremmo ripartire da loro due. Via Dametto e Geroni, mentre puntiamo a trattenere Vallocchia. Dopo aver creato lo staff, da oggi ci concentriamo sul mercato”.



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