Leonardo Pavoletti (foto: Gianluca Zuddas)

Leonardo Pavoletti (foto: Gianluca Zuddas)

Il calciomercato del Cagliari stenta a decollare. Finora, l’unico ingaggio è stato quello di Darijo Srna, calciatore 36enne arrivato a parametro zero dallo Shakhtar Donetsk. Non sono pochi i nomi fatti in questi giorni per la formazione isolana, fra voci vere ed altre presunte. Fatto sta che la casella dei trasferimenti in ingresso segna il numero uno. Tutto ciò nonostante il DS Marcello Carli avesse annunciato di voler avere una rosa pronta almeno al 90% per il ritiro che inizierà fra meno di una settimana. Prospettiva che appare oramai irrealizzabile, viste poi le difficoltà occorse ai rossoblù nella complicata trattativa per Lucas Castro, del quale ha parlato anche il presidente Giulini. Una cosa ancor più importante dalla quale si dovrebbe partire, però, è la conferma dell’intelaiatura dello scorso anno, in particolare nei suoi punti cardine. Se si vuole puntare almeno a una salvezza tranquilla, o addirittura a qualcosa di più come auspicato in conferenza di presentazione da Srna, bisogna blindare gli uomini più importanti di questa squadra, almeno uno per ruolo.



Facile menzionare Alessio Cragno, per ciò che concerne i portieri. L’estremo difensore di Fiesole è stato autore di una stagione d’alto livello, dove non è peccato dire che l’ex Benevento abbia portato addirittura alcuni punti da solo grazie ai suoi ottimi interventi. Sorprendente il grosso miglioramento avuto nelle uscite in presa alta, vera e propria chimera della sua prima stagione cagliaritana. Radio mercato ha parlato di un interessamento del Napoli con un’offerta da dieci milioni di euro rifiutata. Verità? Sarebbe importante mantenerlo per chiudere a doppia mandata una porta troppo spesso martoriata dalle conclusioni avversarie, a causa di una difesa sciatta o una squadra poco determinata sul campo.



Il secondo tassello risponde al nome di Luca Ceppitelli. Una stagione senza infortuni, finalmente, ed ecco che il difensore umbro ha potuto dimostrare il suo valore, risultando uno degli elementi migliori di quest’annata un po’ sciagurata. Fondamentali e determinanti le sue reti nei momenti più complicati, tutte in casa: Hellas Verona, Udinese e Atalanta. Il centrale di Castiglione del Lago aspettava (e forse aspetta ancora) un segnale da parte della società, un rinnovo magari con quella fascia di capitano che nell’ultima stagione è andata di braccio in braccio a causa dell’indisponibilità (o insufficienza) tecnica di quelli che sono i senatori rossoblù. La Sampdoria osserva interessata per rafforzare una retroguardia che potrebbe perdere qualche pezzo in questa sessione di mercato. Dunque, il classe 1989 necessita di un gesto da parte della società per solidificare la difesa, affiancandogli magari da un collega di livello.

Come non parlare poi di Nicolò Barella? E’ il vero pezzo pregiato di casa Cagliari, un gioiello del quale sicuramente Tommaso Giulini non vuole privarsi e che nemmeno dovrebbe pensare di farlo, a fronte ovviamente di offerte irrinunciabili. Se qualcuno dovesse presentarsi con quaranta milioni d’emblée sarebbe veramente difficile dire no. Con quei soldi si potrebbe così puntellare la rosa nei vari ruoli, trovando anche un degno sostituto del classe ’97 a buon mercato. Ancora si aspetta per la vera esplosione del giovane cagliaritano, il quale denota un ottimo potenziale nonostante abbia da limare alcuni aspetti, soprattutto caratteriali, tali da consentirgli di diventare un giocatore fatto e finito. Le potenzialità ci sono e un altro anno in Sardegna gli gioverebbe in attesa della definitiva consacrazione, anche a livello di nazionale italiana.



Infine, c’è Leonardo Pavoletti: acquisto più caro della storia del Cagliari, ancora da pagare nella sua interezza e autore di undici reti nell’ultimo campionato. Si può dire, senza troppi timori, che i suoi gol abbiano salvato i sardi, vista la siccità di reti patita dagli altri compagni di reparto. Il livornese ha dimostrato di essere capace di andare in gol anche in una situazione delicata e non idilliaca come quella dello scorso anno, dove spesso ha dovuto trasformare in gol dei palloni sporchi e non perfetti. Non ha mai avuto un compagno di reparto all’altezza fra l’inconcludente Farias, lo smarrito Han, il discontinuo Joao Pedro e il tramontato Sau. Importante trovargli una spalla che possa affiancarlo a dovere per duettare e magari permettere a Pavogol di siglare qualche rete in più, in modo da metterlo nelle migliori condizioni per andare a segno. Queste sono le basi da conservare con cura per la società isolana, il materiale da cui ripartire: colonne di prima scelta, del miglior materiale disponibile. Ora anche il resto della costruzione deve essere all’altezza e bisogna dare al geometra Rolando Maran un ottimo impasto sul quale lavorare.

Mattia Marzeddu

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