Cambio Sau-Dessena

Cambio Sau-Dessena

Il 2018 del Cagliari non è stato fin qui dei migliori. Dopo un fine 2017 condito da alti e bassi, nell’anno in corso sono stati più i momenti di sconforto rispetto a quelli di gioia per i tifosi rossoblù. Non va dimenticato che è stato letteralmente scialacquato un vantaggio di otto punti sul terzultimo posto. I sardi sono stati in grado di salvarsi per il rotto della cuffia grazie alle prestazioni offerte prima con la Roma (nonostante la sconfitta), poi con Fiorentina e Atalanta, dove il coraggio, la determinazione e la voglia di correre più degli altri, a dispetto di una qualità inferiore, ha fatto la differenza. Sono state tante le delusioni nel campionato di Rastelli e Lopez: giocatori che sembrano non averne più dal punto di vista fisico e motivazionale, uomini scarichi nelle ambizioni e non più in grado di dare al Cagliari ciò che serviva, a livello tecnico e mentale.



Marco Andreolli è stata una delle principali delusioni dello scorso campionato rossoblù. C’era dello scetticismo intorno al centrale di Ponte dell’Olio, il quale arrivava da sole 39 presenze nelle quattro precedenti stagioni. Una cifra esigua per un calciatore costantemente falcidiato dagli infortuni lungo l’arco della sua carriera. Fu uno dei primi colpi dell’ex DS Giovanni Rossi e si sperava che in questa stagione l’ex Inter, Chievo e Siviglia potesse trovare un riscatto professionale, oltre a una certa serenità dal punto di vista fisico. Se quest’ultima è stata più o meno raggiunta, così non è per la prima. La stagione dell’emiliano è stata ben al di sotto delle aspettative e ha ben presto perso il posto a favore del giovane Filippo Romagna, tra le sorprese positive dell’ultima annata. Anche per la stessa società isolana non sembra indispensabile, avendo inizialmente inserito il difensore 32enne come pedina di scambio nella trattativa per arrivare a Lucas Castro. Futuro lontano da Cagliari per lui?



L’esperienza è un’ottima carta se accompagnata da un buon fisico. Dimostrazione ne è Simone Padoin, autore di una stagione non di certo eccelsa ma quantomeno sufficiente dal punto di vista delle prestazioni. Dello stesso avviso non possono essere Daniele Dessena e Andrea Cossu: entrambi leader dello spogliatoio sardo, ma non esattamente d’aiuto quando chiamati a scendere il campo. Il centrocampista parmense è stato raramente positivo in questa stagione, quando disponibile, mentre al fantasista 38enne sono spesso stati chiesti dei sacrifici totalmente fuori dalla sua portata, come la partita da regista con la Fiorentina o quella al centro della mediana nella disfatta di San Siro con l’Inter. Cossu ha confezionato un assist per la testa di Ceppitelli nell’importante vittoria interna con l’Udinese, unico lampo di una stagione dove il suo utilizzo è stato perlopiù quello disperato degli ultimi dieci minuti, quando la squadra dall’encefalogramma piatto ha avuto bisogno della scintilla per risolvere incontri spinosi. Ora il numero 7 sardo è svincolato dal Cagliari: il suo contratto terminava il 30 giugno 2018. Giulini glielo rinnoverà ancora o l’avventura del fantasista isolano in rossoblù sarà da considerarsi finita con la complicata e sudatissima salvezza di quest’anno?



Discorso similare si potrebbe fare per Marco Sau. Anche il centravanti di Tonara sembra oramai avviarsi verso il viale del tramonto. La stagione non era iniziata male col primo gol alla Sardegna Arena, valso tre preziosi punti contro il Crotone. Poi solo tanta sofferenza, tra i soli patemi fisici e i tanti gol clamorosamente sbagliati in un’annata piuttosto infausta per il barbaricino, ben lontano dall’essere il rapido e letale centravanti conosciuto tempo fa. Quello in grado di far sedere la difesa dell’Inter a San Siro o, sempre a “La scala del calcio” sponda rossonera, capace di piazzare splendidi tiri a giro nel sette. Il Cagliari necessita di giocatori integri, i quali possano garantire un continuo apporto nell’arco della stagione. Esperienza da mettere sul campo. Troppe volte gli isolani si sono ritrovati a dover fare i conti con un’infermeria presieduta dai soliti nomi. Difficile liberarsi di certi profili, complicato piazzarli anche a causa del loro pesante ingaggio. Sarebbe fondamentale dare una sterzata in tal senso: esperienza sì, ma a patto che possa essere messa sul terreno di gioco, senza essere unicamente relegata a una mera questione di spogliatoio. Sotto quest’aspetto la società dovrà fare delle importanti riflessioni per capire se imboccare la solita vecchia strada o provare a svoltare verso una nuova.

Mattia Marzeddu

...e tu cosa ne pensi?

Registrati e accedi per inviare un commento
  Avvisami via email  
quando ci sono:
error: Funzionalità disabilitata