Marco Cabeccia, difensore goleador del Sassari Latte Dolce (foto: Alessandro Sanna)

Marco Cabeccia, difensore goleador del Sassari Latte Dolce (foto: Alessandro Sanna)

Prosegue la costruzione del Sassari calcio Latte Dolce per la stagione di Serie D 2018/2019. La società biancoceleste ha annunciato due importanti conferme, dopo quelle dei giorni scorsi (Contu, Pittalis, Garau e Palmas). Saranno a disposizione di Stefano Udassi il difensore centrale Marco Cabeccia e l’esterno Simone Ravot: il primo, classe 1987 con propensione al gol, 182 cm per 75 kg di peso, vanta una carriera in C1 vissuta a metà anni 2000 con la Torres, poi il passaggio per Calangianus e Tempio in serie D. E poi ancora Sassari sponda rossoblù, la Spal in C1 e il Crotone in serie B. Quindi Reggiana, Venezia, Savona e, come detto, Sanremese, ultima tappa prima del ritorno a casa. Ravot nell’estate 2010 passa alla Roma. Un paio di allenamenti con la prima squadra di Totti e De Rossi, e dopo due anni con Giovanissimi e Allievi nazionali in sotto età, allenato da Vincenzo Montella, lascia la Capitale con in curriculum un gol pesantissimo nel derby contro la Lazio nelle finali scudetto di categoria. Rientrato in Sardegna firma per il Cagliari, subisce un infortunio che rischia di compromettere la sua carriera, ma torna ad indossare la casacca biancoceleste, prima delle avventure con Olbia e Virtus Bergamo in D. Due estati fa è tornato al Sassari calcio Latte Dolce, dove tutto era cominciato.



Così Cabeccia: “Sono molto contento di continuare a far parte di questo progetto, e sicuramente sono molto felice anche della conferma di parte della rosa della scorsa stagione, a partire da Daniele Bianchi che secondo me è il centrocampista più forte del girone e della categoria, per arrivare a tutti gli altri che hanno condiviso con me lo scorso campionato e giocheranno al Sassari calcio Latte Dolce anche la prossima stagione. La mia scelta? É bastato solo un incontro per accettare l’offerta di rinnovo. Ho incontrato Pierluigi PinnaAndrea Maddau, il presidente Roberto Fresu e il DG Adriano Fantoni. Ma ho stima di tutti i dirigenti della squadra, da Alessio Marras ad Alessandro GadauGian Luca Manca e Gianni Sanna. Ho pesato soprattutto il valore delle persone, oltre al progetto. Tutti mi hanno convinto, e ogni singola persona a partire dal vertice societario per arrivare al magazziniere senza dimenticare nessuno, ha avuto un ruolo importante in questa mia scelta. Persone serie e oneste, che vogliono fare calcio con passione senza fare passi più lunghi della gamba, facendo le cose bene a livello di prima squadra e con un Settore Giovanile che dà a molti giovani sassaresi l’opportunità di coltivare il sogno di diventare calciatori, di giocare a calcio. Io ormai ho qualche capello bianco, e dico che ogni anno fa storia a sé: di una stagione prendi il buono e il cattivo, senza salvare nulla ma guardando sempre avanti imparando dagli errori fatti, molti l’anno scorso come del resto le cose positive. Si parte proprio da quelle, cercando di migliorare ovviamente ma ricordando che siamo una piccola realtà di Sassari: facciamo la corsa su noi stessi senza pensare ad altri. Cosa mi aspetto dal 2018-’19? Vorrei fare bene, a livello personale e soprattutto di squadra. Cercherò di dare il mio contributo dentro il campo e fuori, per dare una mano ai più giovani, per aiutarli a crescere e migliorarsi. Spero di essere punto di riferimento per questa squadra, sapendo che sarò aiutato dai miei compagni per dare il massimo a livello personale. Darò il 100%, mi aspetto che tutta la squadra faccia lo stesso. Mister Udassi? Lo conosco da molti anni. Quando ai tempi del settore giovanile nella Torres ho iniziato a pensare di poter fare il calciatore, lui è stato uno di quelli che guardavo come esempio: sassarese doc che teneva molto alla squadra della sua città, cercavo di rubare da lui e da altri i segreti del mestiere. Era un lavoratore, un perfezionista da giocatore. Da tecnico non lo conosco, ma sono bastate due chiacchiere per capire subito l’ambizione e la voglia che ha di fare, sono molto contento. Sarà stimolante lavorare con lui”.

“Sono carico per questa nuova stagione – dice Ravot – Non vedo l’ora di iniziare nuovamente, di conoscere i nuovi compagni, lo staff e prepararci al meglio per il nuovo campionato di serie D. Chi mi conosce sa cosa voglia dire per me indossare questa maglia, e l’amore che c’è fra me e questa importante società fatta di persone di parola, umili e che hanno sempre rispettato gli impegni presi con me e con qualsiasi altro giocatore. Ci tengo anche a ringraziare il vecchio staff, per il lavoro svolto assieme a noi e per averci accompagnato fino alla fine della stagione con professionalità e dedizione. Più in generale, ringrazio ogni singola persona che con me ha fatto parte di questa società. Quest’anno saremo guidati da un nuovo staff: dobbiamo affidarci a loro mettendoci a disposizione di mister Udassi e dei suoi collaboratori, di cui ho sentito parlare molto bene. Ci saranno sicuramente nuove idee calcistiche da fare nostre, ma io e i miei compagni siamo a piena disposizioni e faremo quello che l’allenatore ci chiede. Siamo pronti a nuovi schemi, nuovi obbiettivi ed a cambiare mentalità.  L’anno scorso? Per come era iniziato, molto lentamente e con il freno a mano tirato, poi siamo riusciti a dare una svolta alla stagione arrivando ad ottenere buoni risultati. Abbiamo raggiunto la salvezza con qualche giornata d’anticipo, ma meritavamo sicuramente di più per i sacrifici fatti e la voglia che abbiamo messo in campo durante le settimane di allenamento. L’insegnamento che può avermi dato la scorsa stagione è che quel che conta non è essere più bravi degli altri singolarmente, sentirsi superiori. Quel che conta è avere fame di fare bene: ognuno di noi deve pensare a mettersi a disposizione della squadra e aiutarla a diventare un gruppo. Serve remare tutti insieme verso un unico obiettivo, avere unità d’intenti. La squadra? Ci saranno giocatori nuovi, e altri riconfermati. Abbiamo voglia di fare bene, tanto meglio rispetto allo scorso anno. Possiamo raggiungere nuovi traguardi con la fame, la voglia di fare sempre meglio e di superarci. Ma, sopratutto, bisogna avere umiltà. La serie D che verrà? Ci aspetta un campionato difficile, con tante sorprese e squadre allestite per fare il salto di categoria, ma nessuno gioca solo per partecipare. Ci saranno delle grandi sfide, delle battaglie e noi siamo pronti a giocare con il coltello fra i denti per portare in alto il Sassari Calcio Latte Dolce. Noi non abbiamo paura di nessuno, giocheremo il nostro calcio e sono sicuro che ci toglieremo delle belle soddisfazioni”.



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