Diego Lopez, tecnico del Cagliari da ottobre 2017 a maggio 2018

Diego Lopez, tecnico del Cagliari da ottobre 2017 a maggio 2018

Il Cagliari ha vissuto un 2017/2018 non esattamente idilliaco ma è riuscito comunque a salvarsi e restare in Serie A. Dopo essere salpato con Massimo Rastelli (esonerato a ottobre), è toccato a Diego Lopez condurre la barca in porto, non senza difficoltà. La società rossoblù ha deciso di non proseguire col tecnico uruguaiano che, dopo pochi giorni, ha preso la guida tecnica del Peñarol. Mentre si prepara per il Torneo di Clausura (il 22 luglio esordio di fuoco contro il Racing Montevideo), TuttoMercatoWeb.com lo ha intervistato, ripercorrendo proprio i suoi mesi vissuti sulla panchina dei sardi. Ecco alcuni passaggi salienti:



La salvezza col Cagliari sarebbe potuta arrivare prima. Ha pesato l’assenza di Joao Pedro, senza considerare che ci siamo complicati la vita da soli, in particolare nelle trasferte a Verona“. Così El Jefe riassume la sua recente avventura sulla panchina cagliaritana: “Ci è mancata anche fortuna a volte, ad esempio con Bologna e Lazio“. Ma il nocchiero sudamericano è riuscito comunque a centrare l’obiettivo: “Contro la Roma è scattata la scintilla, anche se abbiamo raccolto zero punti. Il pubblico ci ha aiutato tanto, è stato un momento topico della nostra stagione, anche se saremmo potuti arrivare prima alla salvezza“. “Avrei avuto un rinnovo automatico in caso ci fossimo piazzati decimi” aggiunge il tecnico di Montevideo, parlando della sua possibile permanenza nel capoluogo sardo. “Ognuno ha fatto la sua scelta, va bene così. Il buon rapporto permane, io e il presidente lo abbiamo avuto anche nei momenti più complicati. Se mi aspettavo di rimanere? Lo tengo per me. Ero concentrato sul campionato, non pensavo al futuro. E’ stata un’avventura intensa, ciò che conta è stato il risultato“.



Lopez sarebbe potuto rimanere in Italia: “Se avessi aspettato, forse qualche soluzione ci sarebbe stata. Mai parlato col Brescia“. Ma è comunque felice della sua nuova esperienza in giallonero: “Il Peñarol è una società ben strutturata, la squadra mi ha sempre affascinato e la chiamata arriva nel momento migliore. E’ una squadra con una grande tradizione. Ho un contratto di un anno e mezzo, si può lavorare bene perché c’è un bel progetto“. Ovviamente, non si può trascurare il capitolo Mondiali, con l’Uruguay che affronterà ai quarti la Francia: “Possiamo fare bene. E’ un gruppo che lavora da tanto e proprio la coesione è la forza principale“. E non può ovviamente non spendere parole al miele per il CT Oscar Washington Tabarez: “L’ho avuto al Cagliari: persona meravigliosa e allenatore super. E’ un grande esempio, la sua forza è per tutti una cosa bellissima, un vero esempio“. Chiosa finale su un possibile ritorno in Italia: “Adesso sono ritornato nel mio Paese per guidare un’ottima squadra. Poi rientrerò in Italia. Questa esperienza sarà molto particolare, credo mi possa dare tanto. Poi sì, penso a un ritorno nel Belpaese“.



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