Lucas Castro

Lucas Castro

Nella fase albeggiante di questo calciomercato, il suo ingaggio – insieme a quello di Darijo Srna – ha caratterizzato il primo scorcio di estate rossoblù. Lucas Castro è uno dei volti nuovi del Cagliari edizione 2018/19, quello targato Maran. Proprio il tecnico trentino ha spinto tanto per l’acquisto dell’argentino, dopo le esperienze comuni con Catania e Chievo. Nella mattinata odierna, al termine della sessione di allenamento, la presentazione ufficiale di El Pata, come viene soprannominato in patria.

Una trattativa lunga, a tratti estenuante, prima di vestire il rossoblù: “È stata davvero lunga, ho saputo dell’interesse del Cagliari quando ero qui in vacanza (al Forte Village di Santa Margherita di Pula, ndr). Molti hanno pensato che fossi qui appositamente ma non era così. L’interesse dell’Atalanta non era forte come quello del Cagliari, mi hanno convinto le trattative insistenti con Giulini e Carli. L’impatto qui è stato straordinario: c’è una società ambiziosa, che pensa anche a stadio e rinnovamento del centro sportivo, c’è un gruppo molto valido che vuole fare molto bene e migliorare rispetto alla scorsa stagione. Obiettivi? La salvezza prima di tutto, poi tranquillizzarsi e, se le cose saranno positive, potremo pensare a qualcosa di più”.



Fortemente voluto da Maran, pesa il fatto di poter essere considerato una sorta di “cocco” del tecnico? “Pensavo che potesse pesarmi un po’, ma i ragazzi non mi hanno messo a disagio. Non sono uno dello staff tecnico ma un compagno di squadra. Non ho avuto tanti mister in Italia: lui è uno che lavora tanto, una bella persona, uno che può darti tanto sotto tutti i punti di vistaVuole personalità, senza sentirci mai inferiori agli altri. Se non vede personalità si arrabbia. Non è uno irascibile, è molto sereno e dà grande serenità. Il mio ruolo? Direi mezzala – ha spiegato Castro – ma posso fare anche il trequartista o giocare esterno in un centrocampo a cinque. Ma il ruolo della mezzala è quello prediletto. Mi sento una mezzala offensiva, che ama fare gol e inserirsi”.

Come hai visto l’ultimo Cagliari? “Col Chievo lo battemmo due volte. Dobbiamo ripartire dall’ultimo mese della scorsa stagione, dove il Cagliari ha fatto molto bene”.



Questo gruppo, dopo pochi giorni, ti pare più simile al tuo Catania o al tuo Chievo? “Direi il Catania. C’è qualità tecnica, personalità. C’è più gioventù rispetto all’ultimo Chievo. Possiamo fare molto bene e abbiamo enorme potenziale. Penso a Barella che mi ha confermato l’idea che avevo e che può crescere tanto. E poi Cigarini, che ha una velocità mentale strepitosa, velocizza il gioco in modo straordinario. Voglio scoprire e conoscere meglio Colombatto, siamo connazionali, anche lui ha ampi margini di miglioramento”.

Chiosa finale sull’esperienza fallimentare dell’Argentina in Russia: “Si vedeva che sarebbe andata in modo difficoltoso. I giocatori ci sono, serve un CT che sappia tirare fuori il massimo da un grande potenziale. Spero che i Mondiali li vinca la Russia o una inedita. Ma penso vincerà la Francia”. 

dal nostro inviato Fabio Frongia



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