La vettura di Piras e Fancello in assistenza

La vettura di Piras e Fancello in assistenza

Il mondo del motorsport è colmo di storie così: sacrifici (economici in primis) e una smisurata passione che ti portano a fare di tutto per tagliare un traguardo, vedere una bandiera a scacchi, salire una pedana di arrivo anche quando tutta la gente è ormai andata via dopo aver celebrato i “migliori”. Quella vissuta nella prima settimana di luglio da Fabio Piras e Salvatore Fancello è proprio una di quelle storie.



L’equipaggio della MRC Sport e dell’Autosport Dorgali ha scelto il durissimo 5° Rally della Carnia (valido per la Coppa Italia) per tornare alla gare dopo un brutto incidente occorso al Rally del Vermentino 2017. Si parte il mercoledì 4 luglio dalla Sardegna con la rossa Peugeot 106 Racing Start caricata su un carrello, che dopo pochi chilometri perde una ruota: l’aiuto provvidenziale di un amico, che cede in prestito il suo carrello, fa sì che i due non rinuncino al loro piccolo sogno e l’imbarco della nave per Livorno arriva proprio in extremis. Dopo oltre 500 km e innumerevoli ore di viaggio, i nostri eroi arrivano ad Ampezzo stremati, ma pronti per le ricognizioni del lungo rally carnico. Una prima giornata sfortunata col ritiro dovuto a un problema ruote anteriori non demoralizza l’equipaggio che parte nella seconda giornata con le belle speciali di Verzegnis e Feltrone da ripetere: nonostante qualche inconveniente, la confidenza aumenta km dopo km e arrivano anche i tempi che permettono il recupero fino a una pregevole seconda piazza di classe e  la 71ª posizione assoluta. Alla fine la meritata pedana di arrivo, il vero premio per i due sportivi portacolori dei Quattro Mori che hanno portato nella Carnia la tipica caparbietà sarda.

Matteo Porcu



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