Antonmarco Musso in azione

Antonmarco Musso in azione

L’Atletica Oristano è una realtà dello sport sardo, capace di sfornare talenti e di valorizzare nel migliore dei modi ragazzi provenienti soprattutto dalla provincia oristanese. Antonmarco Musso, classe ’91, rappresenta una delle speranze dell’atletica sarda. Dopo aver abbandonato l’atletica a 17 anni, Musso fa il suo ritorno sulle piste nel 2013, partecipando a numerose gare nazionali e internazionali e dimostrando di poter competere ad alti livelli.

Quando hai iniziato ad approcciarti al mondo dell’atletica?
“Ho iniziato da piccolo, sin dall’età di 8 anni, frequentando i centri sportivi”.

Com’è proseguito il tuo percorso?
“Ho continuato ad allenarmi sino alla categoria allievi, specializzandomi nel salto in alto e salto con l’asta. Tuttavia in quel periodo non presi lo sport seriamente e così nel 2008 smisi di allenarmi”.



Nel 2013 sei tornato in pista, cosa ti ha fatto cambiare idea?
“Ho ripreso ad allenarmi un po’ per caso, avevo voglia di riavvicinarmi al campo, spinto anche da alcuni miei amici. Sono ripartito da zero, buttandomi a capofitto in una nuova avventura e in una nuova disciplina, il salto in lungo. Già dallo stesso anno mi sono accorto che le cose stavano procedendo bene, tanto da essere catapultato in una nuova dimensione fatta di Campionati Europei under 23 e Campionati Italiani”.

Come mai hai deciso di specializzarti nel salto il lungo?
“Perché il mio allenatore, Francesco Garau, ha capito subito che ero portato per il salto in lungo. Fortunatamente già dal primo anno siamo riusciti a costruire delle buone basi, e piano piano stiamo raccogliendo i frutti del lavoro”.

Come ti trovi all’interno di un gruppo sportivo glorioso come l’Atletica Oristano?
“Molto bene, l’Atletica Oristano è una società storica importante che, grazie a Francesco Garau e ad altri tecnici validi, riesce a far lavorare bene i suoi ragazzi e a tirar fuori talenti, uno tra tanti il mio compagno Lorenzo Patta. Se dovessi trovare un difetto opterei per la pista di allenamento. Penso che sarebbe necessario rifarla in quanto purtroppo è oramai un po’ vecchia e traumatica per il fisico”.

Hai mai pensato di andartene da Oristano?
“Nonostante a Oristano, ed in generale in Sardegna, non ci siano strutture adeguate per la fisioterapia e ci siano comunque alcuni problemi legati all’insularità, non ho mai pensato di spostarmi, anche perché il mio allenatore è qui e lui è fondamentale per il mio lavoro”.



Quest’anno hai partecipato a diversi meeting, compiendo delle buone prestazioni..
“Si, quest’anno nonostante sia stata molto dura son riuscito a partecipare a 3 gare importanti. Ho gareggiato a Rieti, poi a Savona e infine a Padova, gara in cui ho ottenuto il mio miglior risultato annuale, 7.85”.

Le misure dei tuoi salti sono in continua crescita, in questo momento qual è il miglior risultato ottenuto?
“Il mio miglior salto è 7, 97 ottenuto al Sestriere nel 2017, ma sto lavorando per raggiungere e andare oltre gli 8 metri”.

Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Purtroppo, visto che è andata in fumo la possibilità di provare a partecipare agli Europei di agosto a causa di un infortunio, posso solo sperare di poter recuperare per i campionati italiani di settembre.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Solitamente non si dice, ma il mio sogno è quello di ogni altro atleta: partecipare alle Olimpiadi. Inizialmente pensavo fosse qualcosa di impossibile, ma piano piano mi sono reso conto che anche io ho un testa e due gambe come gli altri, e che con la tenacia e l’allenamento nulla è impossibile.

Andrea Muroni

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