Le nuove maglie del Cagliari per il 2018/2019

Le nuove maglie del Cagliari per il 2018/2019

In attesa di scoprire quali saranno i protagonisti che le indosseranno sul terreno di gioco, sono state ormai ufficializzate le maglie a disposizione dei rossoblù per la stagione 2018/2019 targate Macron. Analizziamole nel dettaglio.

LE PAROLE DI ALBERTO CERRI nella conferenza stampa di presentazione



Prima maglia. Si abbandona la maglia partita “a quarti”, ovvero con le maniche invertite rispetto al torso, per una maglia “a mezzi”, non invertita nel retro, quasi una “maglia bandiera” si potrebbe definire. Ultima volta proposta nell’anno della Serie B, ultimo anno di Kappa. Non è stato l’unico caso isolato, si ricorda anche un biennio sempre Kappa 2011-2013 e nel 2006-2007 con Asics.
Una versione non convenzionale, sicuramente quella più estremamente lontana alla maglia canonica della quasi centenaria società rossoblu, che prevede non solo l’inversione delle maniche ma anche del retro, ormai assente da oltre 15 stagioni, quindi ormai ben più di una dimenticanza.
Per il resto pochi o nulli i dettagli: colletto a V con vela in maglieria e bordi a fine manica invertiti, il backneck con il nome societario  presente ma, essendo tono su tono, è praticamente invisibile, mentre persiste (e presente su tutta la linea) all’interno del collo il rimando allo scudetto del 70.
In generale una divisa scarna, priva di acuti e lontana dalla tradizione rossoblu. Divisa ampiamente sotto la sufficienza.

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Seconda maglia. Fattura superiore: l’involontaria monotonia del bianco è ancora una volta spezzata da una banda bicolore rossoblu. Alla banda orizzontale altezza pettorale della scorsa stagione si passa ad una verticale, come quella di due stagioni fa, ma in versione molto più vistosa. La banda infatti da decentrata viene posta in posizione esattamente centrale e con larghezza ingrandita. Essa viene interrotta nella zona centrale per far spazio agli sponsor, che ricoprono un’area decisamente maggiore.
Sebbene esso dai puristi non sia visto di buon occhio, è apprezzabile il design apposito per tale aspetto, evitando pastrocchi di sponsor stampati sulla banda o ancor peggio con toppe di plastica applicate a caldo come invece avviene spesso, anche in club ben più attenti all’aspetto merchandising (vedi Juve e Napoli). Alla maglia si aggiunge un interessante e poco invasivo colletto alla coreana e dei fini dettagli rossoblu lungo la parte laterale.
Come detto, la banda spezza decisamente la monotonia della maglia bianca, ma rischia di essere un’arma a doppio taglio per quanto riguarda la ripetitività della scelta da parte di Macron. 3 stagioni di fila per una scelta stilistica che si è stata presente nella storia ma non è cosi determinante, rischia l’effetto nausea e potenzialmente potrebbe essere una soluzione bruciata in ottica futura.
Su pantaloncini e calzettoni (per entrambe le divise) non si notano cambi degni di nota se non qualche dettaglio modificato a prova di lente d’ingrandimento.
Ciononostante il giudizio è positivo e rispetto alla home merita una sufficienza ampia.



Terza maglia. La presentazione ufficiale di Aritzo aveva lasciato un velo di mistero sulla terza maglia, che il Cagliari aveva garantito che sarebbe stata presentata durante un’amichevole del precampionato, ma per un caso fortuito abbiamo già avuto modo di vederla (guarda qui la terza maglia). Infatti, per pochi minuti è comparso sul sito della Macron l’immagine del kit alternativo: si tratta di una maglia scura con inserti rossi.
Un completo molto elegante, il cui colore è molto probabilmente il grigio antracite e in cui sembrano esserci delle pinstripes sottili tono su tono. Si tratta di una scelta cromatica che da alcuni anni ci si attendeva e, per quanto richiami il completo blu firmato Kappa, rappresenta un esordio assoluto in questa tonalità. Oltretutto, è bene evidenziare che soprattutto nel caso del Cagliari è chiaro che home e away abbiano poca affinità quando si va a sfidare squadre con maglie a predominanza bianca ma con vistosi dettagli scuri, come possono essere le maglie di Udinese e Juventus, per citare due esempi, e nelle ultime stagioni la maglia “all-red” ha salvato i rossoblù in più circostanze, per cui questo completo scuro si rivelerà molto utile.
In attesa di ammirarla da vicino e cogliere i dettagli, ad esempio il dorso della maglia, il voto è ben oltre la sufficienza.

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Maglie dei portieri. Si tratta di due completi a tinta unita: entrambe girocollo, a manica lunga, una versione è in grigio con dettagli neri intorno al collo e sulle spalle, l’altra è giallo fluo. Si tratta di due completi molto semplici, con il colore fluo che ricorda che la casacca arancione del 2015/2016 e quella verde del 2016/2017. Molto semplici, praticamente da catalogo, tant’è vero che non c’è alcuna forma di richiamo alla società.
Senza infamia né lode: insufficienti per mancanza d’anima.

Fabio Frongia


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