Filippo Romagna

Filippo Romagna

Dopo Leonardo Pavoletti, è il turno di Filippo Romagna. Al termine della seduta mattutina di allenamento, infatti, è stato il difensore marchigiano, alla sua seconda stagione con la maglia del Cagliari, a presentarsi davanti a microfoni e taccuini.

Dopo una prima stagione positiva nella massima serie, quello che si prospetta all’orizzonte può essere il suo anno da titolare, già dai nastri di partenza: “Lo spero, ma non è un’ossessione. Prima di tutto pensiamo ad arrivare ad avere una stagione serena e tranquilla, salvandoci con anticipo. Per quanto mi riguarda cercherò sempre di mantenere il mio livello di attenzione e dedizione, dando sempre di più per crescere insieme al Cagliari. Obiettivi personali? Non mi piace parlarne troppo, tra rossoblù e Nazionale le cose da fare sono tante. Giorno per giorno dovrò meritarmi la fiducia degli allenatori. Di sicuro vestire questa maglia è un orgoglio”.



Cosa cambia, per te, tra difesa a tre (vista con Lopez) e a quattro? “Poco o nulla. Ci sono compiti diversi ma sinceramente non ho trovato grandi differenze. Il mister sta lavorando molto con noi difensori, vuole che subiamo pochi gol e che siamo sempre compatti e propositivi nella gestione delle situazioni. Non saprei dire cosa è cambiato rispetto ai predecessori, non sta a me dirlo, credo che l’importante sia la nostra dedizione nell’ascoltare i dettami del tecnico”.

L’arrivo di Srna, invece, cosa potrà darvi? “Sicuramente esperienza e professionalità, grande personalità che al gruppo può certamente giovare. Non abbiamo ancora parlato dei Mondiali, sarà certamente dispiaciuto. Anche noi abbiamo tifato Croazia per i nostri compagni”.

A proposito di nuovi arrivi, ritrovi Cerri dopo tante battaglie insieme e da avversari: “Con Alberto giochiamo insieme in Nazionale Under 21 e ci siamo sfidati per molti anni nelle giovanili, lui col Parma e io con la Juventus. Può darci tanto a livello fisico, è cresciuto molto e anche per lui è un’annata importante alla prova della Serie A“.



Cosa ti ha lasciato in eredità una stagione travagliata come la scorsa? “Giocare con la fame di salvezza è importante e ti fa crescere, siamo venuti fuori da una situazione complicata grazie all’aiuto dei tifosi e alla solidità di un gruppo che si è confermato tale. Un avversario che mi ha messo particolarmente in difficoltà? “Non direi, chiaramente affrontare calciatori tanto forti ti forgia sotto tutti i punti di vista, ma non saprei indicare un uomo in particolare”. 

LA MATTINATA DEL TERZO GIORNO DI PEJO, PARLA FILIPPO ROMAGNA

La Francia vincitrice del Mondiale riapre i dibattiti sul problema generazionale del calcio italiano. Da noi un ’97 come Romagna è ancora uno sbarbatello che deve crescere e conquistarsi la scena, altrove i suoi coetanei giocano da titolari i Mondiali. “È un dato di fatto. Penso che si debba avere più coraggio e Cagliari è un esempio nella fiducia data ai giovani. Penso possa far bene a tutto il movimento nostrano”.

In chiusura, hai qualche rimpianto per non poter giocare con Cristiano Ronaldo alla Juventus? “Assolutamente no, sono felicissimo della scelta fatta un anno fa. Sono fermamente convinto che Cagliari sia la piazza ideale per i giovani, la consiglio sempre ai miei coetanei perché qui si cresce con tranquillità e professionalità. Del resto chi passa da Cagliari ne parla bene”.

dal nostro inviato Fabio Frongia


Altre notizie relative

Giulini: “Barella? Potrebbe voler la Champions…” Il presidente rossoblù: Segue Srna e Chiellini come esempi
Romagna: “A Firenze sarà dura” Il difensore si racconta: Mi piace Bonucci
Barella: “Il mercato non lo faccio io” Le parole del centrocampista del Cagliari a Sky

...e tu cosa ne pensi?

300