Diego Farias

Diego Farias

Il solito atteggiamento guascone, quando non farfallone e svagato, altrimenti non sarebbe Diego Farias. Il Cagliari, però, scommette ancora sul brasiliano di Sorocaba e, dopo averlo praticamente liberato sei mesi fa (salvo poi doverselo tenere sul groppone), intende farne un perno dell’attacco di Rolando Maran. Saranno il campo, i gol, le prestazioni, gli atteggiamenti, a dire se la scommessa sarà finalmente vinta. L’eterna promessa, il calciatore sempre in procinto di esplodere (per non farlo mai) ha un’altra chance. Forse l’ultima.

Sembrava sicura, la sua partenza. Invece Farias vive il quarto ritiro estivo in maglia Cagliari senza troppi patemi di mercato. Le prime giornate di allenamento lo hanno mostrato come al solito talentuoso ma sciupone, pieno di pause nel rendimento, dal singolo esercizio alla partita. Niente di nuovo sotto il sole (pallido) del Trentino. Peraltro anche ad Aritzo i gol clamorosamente sbagliati anche senza avversario non erano mai mancati. Di fatto, Farias è questo, prendere o lasciare.



A Maran sembra piacere parecchio, del resto ogni allenatore che si ritrova tra le mani, per la prima volta, un calciatore con queste qualità non può che sentire l’acquolina in bocca. In tanti si sono dovuti ricredere, a cominciare dai tifosi che in buona parte hanno perso le speranze. Spetterà a Farias rinverdirle e renderle realtà. Regalando finalmente gol (trasformandosi da sciagurato Egidio in cecchino e non più solo vacuo fromboliere), cancellando tutti gli improperi collezionati dal 2014 ad oggi.

Il Cagliari su Farias: una scommessa razionale o un azzardo?

Fabio Frongia


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