Giorico e Vano (ora al Carpi) nella scorsa stagione

Giorico e Vano (ora al Carpi) nella scorsa stagione

La stagione scorsa ha visto l’Arzachena cogliere un grande risultato al primo anno tra i professionisti. Una salvezza storica in Serie C è medaglia incancellabile per il club smeraldino. A livello di prima squadra, insomma, solo gioie, al netto di qualche patema finale. E ora l’attesa si è spostata su quanto cambieranno rosa e guida tecnica, con il tecnico Mauro Giorico confermato ufficiosamente ma non ufficialmente e i primi innesti già resi noti. Si continua a dialogare con Giorico e i suoi bucanieri, ma una società che vuole crescere e consolidarsi non potrà non pensare maggiormente a quello che c’è dietro. Il tema del settore giovanile è sempre tortuoso quanto banalizzato a tutte le latitudini, in un calcio italiano che si riempie la bocca di parole senza riscontro nei fatti, continuando a naufragare pezzo dopo pezzo.



Ecco perché l’annata della linea verde (poco) smeraldina è stata piena di difficoltà. Niente di sorprendente, per una realtà che in fretta e furia un anno fa aveva dovuto mettere in piedi le squadre necessarie per ottemperare ai dettami della categoria professionistica. L’impresa è stata quella di portare a termine tutti i campionati, e non è poco, visto come si era costretti a lavorare dentro e fuori dai (pochi) campi a disposizione, un problema quest’ultimo che inerisce la società sportiva ma anche le amministrazioni locali. Ora si attendono novità sul futuro, sperando che sotto questo profilo sia migliore rispetto agli ultimi 12 mesi.

L’Arzachena dovrà necessariamente, se vorrà crescere e non essere miope, investire sul settore giovanile. Un impegno nuovo inteso come strutture e competenze. Tante le criticità nell’allenarsi con molti gruppi di bambini e ragazzi in spazi strettissimi, che soffocano ogni possibilità di sviluppo per l’individuo e il collettivo. Una sfera, questa, non inerente la prima squadra e quindi non in copertina, ma avere a disposizione soltanto pochi “pezzi” di terreno o personale inadeguato renderebbe impossibile tirare fuori qualcosa di buono. Un aspetto che dovrebbe interessare proprio la prima squadra, non a caso molto esperta in termini di carta d’identità nella sua prima stagione tra i “pro”. Perché da dietro, dalle giovanili, vengono fuori le forze in grado di far risparmiare e anzi guadagnare nel medio-lungo periodo. Sarà questa la prossima sfida di una cenerentola emergente che ha fame di grande calcio e vuole gustarselo a lungo.

Fabio Frongia



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