Cigarini segna il calcio di rigore alla Rotaliana in quel di Pejo

Cigarini segna il calcio di rigore alla Rotaliana in quel di Pejo

C’è un giocatore, nelle fila del Cagliari, che appare in modo lampante fuori fase e in attesa di tempi migliori. Se questi, poi, arriveranno in rossoblù non è ancora lecito saperlo, anche se il calciomercato potrebbe regalare novità a stretto giro di posta. Trattasi di Luca Cigarini. Colpo di mercato un anno fa, calciatore e personaggio frizzante (quando non fumantino) che non le manda a dire. Il quale, però, all’alba della stagione 2018/2019 non si è presentato con lo stesso piglio visto dentro e fuori dal campo un anno fa.

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Allora il Ciga arrivava in Sardegna con la fame di riscatto dopo una stagione in naftalina alla Sampdoria, e proprio in casa dei Doriani sembra essersi spenta definitivamente la luce. Quartultima giornata del campionato scorso, Cagliari in crollo verticale, Cigarini (rientrato da poco dopo un sanguinoso infortunio) gioca male come tutta la squadra e finisce con un pesante rosso che lo toglie dall’intricato finale di stagione.

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Pronti, via e l’inizio d’estate ha visto Cigarini finire presto nell’elenco dei partenti. L’idea Parma (sarebbe un remake), qualche colloquio e pochi sviluppi, poi il silenzio e quell’antipatico alone di precarietà. Lo start degli allenamenti ha tenuto Cigarini sulla graticola. Non è escluso che rimanga con in mano le chiavi del Cagliari, ma i rumors sulle trattative si sentono nemmeno troppo mascherati, con il tecnico Maran (abituato ad un altro tipo di metronomo) che per ora lavora anche con il classe ’87 reggiano e si limita a considerazioni di circostanza.

Meno verve per il Ciga, più errori e ritmi bassi anche nelle prime amichevoli, al netto di qualche imbeccata non certo sorprendente viste le qualità tecniche di colui che può considerarsi una promessa, se non mancata, concretizzatasi solo in parte. Una carriera sempre sulle montagne russe, quella del virgulto di Collecchio, così come la sua scorsa stagione. Partito a mo’ di diesel anche a causa della mancanza di ritmo partita, mostrò subito la capacità di dare ordine e logica ad una squadra che di impalcatura ne aveva (e ne ha avuto) sempre pochina. Il crescendo ebbe il suo picco in inverno, due gol basilari per la salvezza, poi il crack e il ritorno per l’amaro finale. Dove qualcosa sembra essersi rotto.

Se così sarà, la soluzione migliore andrebbe trovata per il bene di tutti. Perché il miglior Cigarini gioverebbe eccome ad un Cagliari ad ora con pochi ricami. Ma questo Cigarini, quello visto sinora, di dividendi ne porterebbe ben pochi.

Fabio Frongia



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