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Il Cagliari ha scelto il colore blu scuro (navy?) per la sua terza maglia della stagione 2018/2019, accanto alle  classiche rossoblù (con annosa anomalia storica sui quarti invertiti) e bianca con banda (stavolta centrale e verticale). Questa la decisione di via Mameli con Macron, in attesa di annunci, foto e descrizioni ufficiali. La prima è comparsa nei giorni scorsi (forse per errore, vista la rapida sparizione) proprio nel sito dello sponsor tecnico.

L’ANALISI SULLE ALTRE MAGLIE

A impreziosire la maglia va sottolineata la presenza di pinstripes tono su tono in rilievo direttamente sul tessuto, quasi a formare un effetto tridimensionale. Una fantasia molto interessante e che ricorda il gessato Adidas negli anni Ottanta. Confrontando poi questa divisa con le altre della collezione 2018/2019, balza all’occhio lo stile del colletto, diverso rispetto a entrambe le divise Home e Away (anch’esse con colletti differenti tra loro). Esso infatti è a girocollo con una apertura “a V”, non un unicum per l’azienda bolognese, la quale ha adottato tale soluzione anche nelle divise Home della prossima stagione di Stoke City (Premier) e Lens (Ligue 1). Tale colletto presenta una colorazione rossa, così come rosse sono le bande laterali sui fianchi che completano la divisa e spezzano la predominanza del blu navy. Per il resto presenti tutti gli altri dettagli inclusi anche nelle altre due maglie: dalla scritta CAGLIARI 1920 (in blu) nel neckback, al logo societario, fino ai loghi macron sulle spalle e al lettering sul petto.

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Dal punto di vista storico la maglia blu navy non è una novità, ma un ritorno dopo l’ultima volta nel 2013-2014, firmata Kappa, che la mantenne sotto varie forme per un intero triennio dal 2011. Non è poi raro trovare foto di fugaci apparizioni dei rossoblu in maglia totalmente blu già negli anni ’70 e in periodi anche antecedenti.

Maglia quindi non da bocciare. Anche se non è azzardato affermare come, trattandosi di quella spesso chiamata in gergo “alternativa”, manchi di qualche guizzo, come per esempio un riferimento a storia e simboli del club, tendenza sempre più comune nelle squadre italiane (con diversi esempi in Serie A, tra Chievo, Torino e Fiorentina, ma non solo), relegandosi invece a ruolo di completamento della collezione per quei match in cui sarà impossibile giocare con la rossoblu o la bianca. Come per ogni collezione, però, saranno le vendite degli store ufficiali (prezzo 79,90 euro) a decretare il successo di pubblico. Spesso influenzato (anche) dai risultati sul campo che rendono memorabile o meno la “camiseta” di turno.

Fabio Frongia



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