Le parole che non hai detto – SardegnaSport


Marco Borriello

Marco Borriello

Una telenovela di cui nessuno sentiva la mancanza. Tranne, forse, il diretto interessato. Dopo una stagione vissuta più sull’onda del disappunto spallino che in area di rigore, Marco Borriello cerca rilancio. L’ennesimo di una carriera vissuta con la valigia in mano. E, non potendo contare sulla sponda dell’ultimo campionato, decide di parlare. O meglio, di sparare bordate. Tra gli obiettivi principali, via Mameli, vertice della piramide rossoblù.

Non siamo giudici – dubito lo diventeremo mai – e non è nostra intenzione stabilire chi abbia ragione e chi torto. Ma l’ordine e la logica sono punti cardinali tutt’altro che irraggiungibili e che Borriello sembra aver smarrito. Non abbiamo elementi per stabilire se Giulini abbia ordinato o meno le sostituzioni dell’ex centravanti del Genoa, ma abbiamo un elemento per intuire come il rapporto col Cagliari non fosse poi così compromesso: il rinnovo datato 18 luglio 2017. Un accordo che dovrebbe valere più di molte parole. In caso contrario, qualche tifoso malizioso (NON NOI EH, SIA CHIARO) sarebbe portato a pensare che il buon Marco fosse interessato più alla “comodità contrattuale” che a replicare la stagione appena conclusa.



Occorre, inoltre, uno sforzo di fiducia per immaginare Giulini compromettere un rapporto con un attaccante reduce da 16 reti per dei bonus da 50mila euro. Un comportamento illogico alla luce dell’ingaggio di Pavoletti, dopo pochi giorni, per 10 milioni (e 1.8 di ingaggio). Un babbo natale con accento lombardo e scarsa lungimiranza economica, insomma.

Era il 19 agosto scorso, quando il centravanti affermava: “Non ho litigato con Massimo Rastelli, né con la società, né con i compagni di squadra. Tutto quello che avete letto e sentito è FALSO!“. Sono serviti 12 mesi per ricordare (vere o presunte) guerre civili. E poco importa che ciò che accade nello spogliatoio sia, generalmente, considerato come off limits. Ciò che conta è trovare linfa per un nuovo, ennesimo rilancio. Le parole, a quanto pare, lasciano il tempo che trovano.

Stefano Sulis



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