Nicolò Barella

Nicolò Barella

Nicolò Barella, il Cagliari e terzi, ammesso e non concesso che ci siano. Un cubo di Rubik di non semplice soluzione. E, come sempre avviene in questi casi molto mediatici, risulta complicato anche solo districarsi tra chi tutto sa, chi è “amico di…” e chi vorrebbe che la parola fine (in un senso o nell’altro) fosse già scritta. La società rossoblù, nella persona del presidente Tommaso Giulini, balla tra l’indomabile voglia di rimandare la plusvalenza e quella altrettanto forte acquolina per una cessione comunque storica. Le offerte ci sono, arrivate in modo chiaro e deciso, non ancora sufficienti. Ecco perché lo scenario da qui ai prossimi giorni (difficile che si accetti di arrivare sul gong con il rischio di rimanere spiazzati a livello tecnico) è quantomeno nebuloso.



Il ragazzo non sembra premere per l’addio. Sa di poter fare subito il grande salto, ma è conscio di come un anno a Cagliari, giocando con continuità e da leader, potrebbe formarlo definitivamente per i saluti a 21 anni d’età. Certo, auspica con forza che la stagione sia meno ansiogena e più esaltante dell’ultima, dove tutti (lui compreso) hanno sofferto. Il Cagliari non gli ha confezionato le valigie, e le parti procedono serenamente nel lavoro quotidiano targato Maran. Sputare sentenze, insomma, è quanto di più azzardato.

Le sirene dall’Italia e dall’estero suonano acute. L’Inter è quella che si è mossa per prima e con più forza, ma oggi appare molto meno calda sul giocatore, avendo virato su obiettivi più rumorosi. Discorso simile per la Roma, che il più lo ha fatto. In Italia ci ha pensato anche il Napoli, ipotesi scartata in tempi non sospetti da Barella, che a qualche tifoso curioso non esitava a ribadire come “non c’è pericolo” di approdare ai piedi del Vesuvio. E poi l’Atletico Madrid, prossimo ospite alla Sardegna Arena, il Monaco (mossosi in inverno), gli orizzonti inglesi. Barella sente, più che ascoltare. Soprattutto attende, con la serenità di chi non farebbe drammi se dovesse rimandare il trasloco.

Fabio Frongia



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