Un momento di Fenerbahce-Cagliari (foto: www.cagliaricalcio.com)

Un momento di Fenerbahce-Cagliari (foto: www.cagliaricalcio.com)

Il Cagliari è uscito sconfitto dall’amichevole contro il Fenerbahçe in una gara che porta il proverbiale bicchiere a essere mezzo pieno. Lo è soprattutto considerando la difficoltà della partita, al cospetto di un avversario più avanti nella preparazione, che, come sottolineato anche da Maran, si appresta ad affrontare già la prossima settimana il preliminare di Champions League

I rossoblù, fra i segni più, trovano una solidità tattica evidente, con sincronismi sì ancora da oliare, ma che sembrano indirizzati verso la giusta strada: compattezza difensiva grazie ai reparti molto stretti e corti e, quando possibile, una pressione alta sostenuta sia dalle mezzali che dai terzini, pronti tutti ad accorciare e a scalare con i tempi giusti.

I COMMENTI SU FENERBAHCE-CAGLIARI

La costruzione del gioco ha visto come un ricordo lontano il sistematico ricorso al lancio lungo, arma abusata in passato e mercoledì quasi totalmente assente. Ottimismo da una parte, fra la faccia tosta dei centrali difensivi nel prendersi rischi e gli esterni di difesa che si aprivano sulle fasce dando così più opzioni di sfogo alla manovra. Ma anche difficoltà per via di alcune palle perse che hanno portato pericoli non da poco, più un Pavoletti orfano delle sue spizzate e dunque spesso fuori dal gioco. In mezzo Cigarini e Castro hanno evidenziato un buon approccio alla gara, che si è via via trasformato in un calo di condizione dopo la prima mezzora, compensato da piedi ed esperienza. Mentre Barella, unico con Cragno ad aver giocato l’intera gara, ha ricordato a tutti perché Giulini non voglia privarsene a cuor leggero. Novanta minuti che possono suonare anche come un avviso alle pretendenti: il Cagliari non ha paura di eventuali infortuni che potrebbero far saltare trattative in essere, un messaggio che potrebbe anche essere visto come mettere fretta a chi vorrebbe comprare il numero 18 rossoblù.



Ci sono poi ovviamente anche degli elementi sui quali è necessario lavorare ancora molto e che vedono il Cagliari ancora lontano dall’essere quella macchina perfetta che Maran ha in testa. I continui allenamenti della difesa a zona sui calci piazzati sembrano dare qualche frutto, anche se si è patito fin troppo in quel tipo di situazioni, nonostante il tecnico non si è detto d’accordo con questa considerazione. La costruzione del gioco è apparsa abbastanza fluida fino alla metà campo avversaria, perdendosi poi a causa di errori di misura che non possono essere solo attribuiti alle gambe pesanti. Non sono mancate le occasioni in cui la squadra è uscita bene dalla propria area, aggiungendo buone trame e ottimi inserimenti senza palla nella trequarti turca. Sembra mancare qualcosa a livello di tecnica generale, che potrebbe essere compensata con l’arrivo di Bradaric, il rientro di Joao Pedro e quello di Srna: tre uomini per completare un’orchestra sempre più affiatata, ma alla quale mancano gli acuti. Inoltre, pur essendo vero come la squadra abbia mantenuto la testa in campo dopo l’uno-due turco, è altrettanto innegabile il panico vissuto tra il gol dello svantaggio e il quasi tre a zero degli uomini di Cocu, riportando allo stacco della spina nelle famose imbarcate del recente passato.

Infine i singoli: scritto di Barella, a tratti ottimo, continua a crescere molto bene anche Romagna. Hanno deluso Faragò (pimpante in Trentino ma apparso appesantito al di là dell’errore sullo 0-1) e Farias, generoso ma anche fumoso e impreciso. Nota di merito per Sau e il bel gol che ne ha alzato le quotazioni in vista della stagione che sta per iniziare, da vivere ancora in Sardegna o altrove. Fra poco meno di due settimane si inizia a fare sul serio, dopo le due amichevoli con il Trabzonspor e l’Atletico Madrid arriveranno il primo turno di Coppa Italia e l’esordio in Serie A ad Empoli. Maran è pronto ad accelerare, la squadra sembra pronta a seguirlo.

Matteo Zizola (inviato a Istanbul)



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