Cozzula: “Mi negano il diritto allo sport” – SardegnaSport


Massimo Beccari e Francesco Cozzula al 2 Valli del 2015

Massimo Beccari e Francesco Cozzula al 2 Valli del 2015

Francesco Cozzula vuole tornare in abitacolo. Il ragazzo ipovedente osilese, deus ex machina di diversi slalom isolani e della Serie A.I.D.O. Cuglieri Patrizia Bigi, è ormai assente da due anni dal sedile di destra dopo aver preso parte a oltre 70 gare. Una Federazione che non accoglie il suo appello da diverso tempo, nonostante il suo ruolo di Istruttore: “Nonostante i silenzi per non sollevare polveroni e arrivare all’obiettivo di riavere il permesso per poter correre nei rally, in questi ultimi tempi sto lottando dietro le quinte per poter riavere la licenza sportiva, sedere nel sedile di destra e fare ciò che più mi piace e mi rende libero: dare le note al suo pilota. Ma nulla è cambiato, Non corro più dal 2016, perché non possiedo la patente di guida, documento che non posso avere e non ho mai avuto a causa dei miei problemi di vista”. 



“Quotidianamente combatto per non diventare cieco totale – prosegue- si parla di un disabile che non sta con le mani in mano, si parla di uno sportivo che nel 2018 ha collaborato con la Federazione Sportiva Automobilistica ACI Sport per portare a casa un prestigioso riconoscimento internazionale ambientale e sportivo per la tappa italiana del campionato del mondo rally, si parla di un’atleta che istruisce  i ragazzi e le ragazze che si avvicinano al mondo dell’automobilismo sportivo. In cambio prendo schiaffi da una Federazione Sportiva Nazionale e Internazionale che pur di non avermi tra i piedi cambia i regolamenti innalzando barriere che non potranno essere superate.Non potrò mai prendere la patente di guida. Documento che altre categorie di disabili, che fanno i navigatori, hanno e che non potranno mai utilizzare in casi limite come in presenza di un malore del loro pilota.  In questi ultimi venti mesi tante sono state le promesse di intervento da parte delle ACI locali e nazionali, ma non si è mai giunti a una soluzione definitiva. Ho chiesto aiuto alle maggiori cariche istituzionali della Regione Sardegna (presidente della giunta, assessore allo sport, presidente del consiglio regionale) ma nessuna risposta. Stessa sorte sul fronte nazionale (presidente della repubblica, presidente del consiglio, delegato allo sport del governo). Ora come ultima spiaggia sono pronto a prendere l’aereo e barricarmi davanti alla sede di ACI Italia per far conoscere la mia storia e sperare che chi di competenza possa una volta per sempre sistemare una situazione che ha del paradossale: per undici anni ho potuto gareggiare nei rally ed ora non posso farlo per un cavillo beffardo che pare creato apposta per tenermi lontano dal mio sport”.



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