L’ora di decidere


Santiago Colombatto nel ritiro del Cagliari a Pejo

Santiago Colombatto nel ritiro del Cagliari a Pejo

Santiago Colombatto e il Cagliari, un contatto folgorante andato però in calando. Sono lontani gli esordi luccicanti del 2015, prima da faro della Primavera e poi da protagonista nella promozione in Serie A. Due prestiti (a Trapani e Perugia) hanno fatto maturare il metronomo argentino (classe ’97), forse non abbastanza per garantirgli chance reali di giocarsi una maglia da titolare in rossoblù. Così Santi, sempre col sorriso e la voglia di buttare in campo ogni stilla, aspetta il suo momento. Con la valigia sul letto, in attesa di capire se dovrà nuovamente riempirla.



Il Cagliari riflette sul futuro di un prospetto che ha scovato dal nulla, con sagacia, anche se poi gli ha messo davanti sempre nuovi giocatori: i Di Gennaro e i Fossati, i Tachtsidis e i Cigarini, fino a Bradaric. L’arrivo del croato crea ingorgo nel rombo di Maran, così uno tra Colombatto e Cigarini appare di troppo. Non è un mistero che la società si sia interrogata a lungo su entrambi, in un mercato che langue e restituisce uno scomodo standby.

L’aut-aut tra un nuovo prestito (percorribile per un ragazzo che ha ormai 21 anni?) e una cessione definitiva si pone davanti al Cagliari. Lo stesso coraggio avuto tre anni fa nel puntare su un calciatore che girava tra i centri sportivi italiani in cerca di fiducia ora serve per decidere se puntare davvero su di lui. Colombatto sì o no: è l’ora di decidere.

Fabio Frongia

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