Rolando Maran con il suo vice Christian Maraner

Rolando Maran con il suo vice Christian Maraner

Il Cagliari si affaccia alle partite ufficiali con qualche certezza e molte incognite. Questo hanno detto luglio e la prima decade di agosto. Periodo di allenamenti tattici del meticoloso Maran, uniti alla formazione di un gruppo ancora work in progress. Da domenica si scherzerà meno, con la Coppa Italia che lascia sempre il tempo che trova, soprattutto perché sarà l’ultimo test prima della trasferta di Empoli. Gli azzurri toscani e poi il Sassuolo in casa, come dire che si parte con punti che valgono doppio. Tanto per gradire.

Il direttore sportivo rossoblù Carli, ad inizio estate, aveva fissato l’obiettivo pre-ritiro nel completamento della rosa per il 90%. A una settimana dal campionato ci si dimena tra esuberi difficili da sistemare e una squadra dove Srna, Joao Pedro, Cerri, Bradaric non hanno ancora giocato insieme. Potrebbe andare peggio, ma anche meglio…



L’ultima amichevole in ordine di tempo, quella con l’Atletico Madrid, ha avuto le sembianze di una festa un po’ impolverata, buona per il marketing e il prestigio di facciata. Dal punto di vista tecnico, in realtà, non è che abbia fornito grosse indicazioni, se non quelle di un Cagliari volitivo, giudizioso, ma che fatica tremendamente a fare gioco. I limiti storici sono difficili da debellare, con la parziale attenuante dall’avere di fronte la difesa titolare dei Colchoneros, seppur alla prima uscita stagionale.

Un’altra significativa scusante per il mondo Maran è quella di un Cagliari che nella sua versione definitiva non si è mai visto. Le squalifiche di Srna (torna il 23 agosto) e Joao Pedro (confermati i 6 mesi di stop) privano i rossoblù di due tasselli non da poco. Soprattutto a trequarti il nodo è mica da ridere: tolto il brasiliano, rimane l’evoluzione di Sau (apparso in palla e voglioso di far cambiare idea sulla sua cessione) più a suo agio dietro le punte. Quindi un Bradaric tutto da provare in posizione avanzata. Anche se è difficile pensare che uno degli acquisti centrati per la regia venga buttato in campo in un ruolo non suo, seppur non indigesto.

Di sicuro Ionita vertice alto del rombo non è soluzione auspicabile, buona solo per evidenziare ulteriormente tutta la ruggine di una manovra stantia. Al netto di Joao Pedro, che tornerà disponibile contro il Milan, poco resta oltre al Sau trequartista o al Cigarini davanti alla difesa con Bradaric suggeritore per il duo avanzato.



Il resto è un mercato bloccato dalle cessioni (Andreolli e Capuano devono fare spazio al possibile innesto della retroguardia) di elementi senza mercato, vere e proprie zavorre tecniche ed economiche. E poi ballottaggi qua e là nel classico gioco dei doppioni che restituisce a Maran una rosa certamente più adeguata rispetto ad un anno fa, quando ci si arrabattava tra mancanze e adattamenti posticci. Interessante, a sinistra, la lotta per la maglia di titolare tra Pajac e Lykogiannis. Il croato appare più pimpante e propositivo, aspetto non secondario in una squadra che deve trovare più vie per sviluppare il gioco. Il greco, come già nella stagione scorsa, si dimostra poco mobile e troppo timido, finanche scolastico. Il gran piede sui calci da fermo, in una squadra che di punizioni se ne guadagna poche anche per via di un gioco non certo offensivo e frizzante, non può bastare.

Ultima riflessione ancora sul mercato: caccia spasmodica al difensore centrale, in un reparto che offre garanzie con il giovane Romagna da titolare, capitan Ceppitelli e il sempre solido Pisacane. Non sarebbe meglio destinare risorse per un attaccante, leggasi seconda punta, affidabile, con gol e manovra nei piedi?

Fabio Frongia

Altre notizie relative

“Stadio, ritardo? Dipende da coperture” Così il presidente del Cagliari Giulini sul nuovo stadio
“Cagliari sardo? Difficile, guardate Murru” Così il presidente rossoblu sulle prospettive di un Cagliari sardo
Giulini: “FIGC? Potevamo convincere Moratti” Il presidente del Cagliari sui problemi del calcio italiano

...e tu cosa ne pensi?

300