Ragnar Klavan con la maglia del Liverpool (foto: The Telegraph)

Ragnar Klavan con la maglia del Liverpool (foto: The Telegraph)

Catapultato all’improvviso in un’altra realtà. Questa la serata delle idi d’agosto vissuta da Ragnar Klavan, difensore centrale estone acquistato come ultimo tassello dal Cagliari nella sua campagna acquisti dell’estate 2018. Un’idea nata appena dopo ferragosto per rinforzare la retroguardia di Rolando Maran che, come visto nella prima giornata di Empoli dove i rossoblù sono capitolati per 2-0, necessita di qualche accorgimento. L’ex Liverpool era scivolato quinto nelle gerarchie dei centrali difensivi Reds e aveva espresso il desiderio di voler giocare in Serie A. Dalle sponde rosse del fiume Mersey dove si trova una delle formazioni top della Premier League, nonché finalista dell’ultima Champions League, fino alla Sardegna, in una squadra che lotta per salvarsi nel calcio italiano. Da Anfield alla Sardegna Arena.



Nonostante non fosse uno dei titolari, non dev’essere stato facile per Jurgen Klopp lasciar andare il 32enne nativo di Viljandi. Il tecnico tedesco aveva una grossa stima per “King Klavan” – così lo chiamavano gli affezionatissimi tifosi Reds – forse fin dai primi istanti. Come raccontato in una vecchia intervista al Telegraph, il ragazzo temeva di essere stato vittima di uno scherzo quando, mentre passava il tempo nella sua casa in Estonia, un messaggio sul telefono gli chiedeva se desiderasse trasferirsi al Liverpool. L’inganno di un amico fu il primo pensiero, magari in combutta col suo agente, il quale lo informò della presenza di un’offerta da parte di un grande club. “Non ti credo, voglio una prova” rispose Klavan al presunto Klopp. Fu così che l’ex allenatore del Borussia Dortmund mandò un selfie dove sorrideva, certificando così la sua identità.

Non ci potevo credere – dice il difensore estone – Giocare in Premier League era un sogno da almeno 22 anni. E in quel momento, non solo mi è stato detto che avrei avuto la possibilità di farlo, ma potevo giocare per il Liverpool. Mi chiedevo ‘sta succedendo davvero?’. Non ho mai pensato a una possibilità simile. Alcuni giocatori chiedono sempre ai loro agenti ‘C’è qualcuno è interessato a me? Dimmelo, dimmelo!’. Ho sempre detto al mio agente che mi avrebbe potuto parlare di un’eventuale offerta solo se ci fosse davvero qualcosa di concreto, ma non avrei voluto sentire nulla sui ‘forse’. Cosa vuol dire ‘interesse’ nel calcio di oggi? Significa essere in una lista con altri venti giocatori. Non avevo idea che Klopp stesse pensando a me. Non ho avuto bisogno che qualcuno mi convincesse. Avevo detto al mister che se ci fosse stata la possibilità di trasferirmi lì, non mi sarebbe interessato nient’altro“.



Un ragazzo semplice e umile, probabilmente anche timido, come confessa egli stesso: “Inizialmente nessuno sapeva nulla su di me. Solo dopo tre partite con l’Augsburg qualcuno disse ‘chi è questo ragazzo? Sappiamo qualcosa su di lui?’. Mi piace così, senza confusione attorno. Fa parte anche del mio essere. Non sono il tipo di ragazzo che dice ‘ho fatto questo o quello”. Non sono mai stato uno troppo in vista, non cerco attenzioni e non ne ho bisogno“. E il suo carattere sembra rispecchiare la tipica persona estone che “tende ad essere calma. Non siamo una nazione dove chiunque vuole una foto con te. Loro dicono semplicemente “ah, è Klavan. Sta facendo bene”. Ti riconoscono ma finisce lì. E’ ovvio riscuotere l’interesse dei media ma ciò non ha alcun effetto nella mia vita“. E non è stato facile dedicarsi al calcio per un ragazzo originario dell’Estonia: “Durante la mia crescita, gli inverni erano molto rigidi e dovevi giocare a hockey invece che a calcio. C’erano solo neve e ghiaccio. Inoltre si avevano pochi soldi per noleggiare una sala al chiuso e alcuni dei campi esistenti erano fatti di ghiaia“. E aggiunge: “Quando i miei amici avevano raggiunto l’età per andare alle feste o cercarsi una ragazza, io andavo a correre. Desideravo fare questo e loro capivano. C’era solo la strada del duro lavoro per raggiungere alti livelli“.



Klavan potrebbe presto essere costretto a bruciare le tappe del suo inserimento nel gruppo cagliaritano. L’infortunio di Ceppitelli occorso nella sfida del “Carlo Castellani“, costringerà Maran a scegliere un degno sostituto. C’è in lizza Pisacane, ovviamente, che già conosce il titolare Romagna dalla scorsa stagione. Ci sarebbe la quinta scelta Andreolli, il quale non sembra però rientrare nei piani del tecnico trentino, infine Klavan. Ma quest’ultimo in carriera non è sempre stato un difensore: ha infatti iniziato giocando come centrocampista, seguendo i passi di suo padre Dzintar, il quale ha anche militato per la nazionale estone. L’ex Liverpool cominciò come regista avanzato, ammettendo di avere Zinedine Zidane come eroe d’infanzia. Dunque si destreggiò poi come laterale sinistro durante la sua esperienza all’Heracles Almelo. Nel 2009, arriva però la svolta. Si trasferisce in prestito all’AZ Alkmaar dove incontra Louis Van Gaal: “Fu lui a trasformarmi in difensore centrale – dice Klavan sempre al Telegraphquando prima giocavo principalmente come terzino sinistro. Van Gaal era brillante, ha cambiato il mio modo di giocare“. Adesso è arrivato il tempo di verificare se King Klavan è pronto per la Serie A. Potrebbe già essere il momento di prendere in mano la pericolante difesa del Cagliari, uscita da Empoli con le ossa rotte, soprattutto a livello tecnico. 21 agosto ore 12, questo l’appuntamento per la conferenza stampa di presentazione dell’ultimo acquisto rossoblù: la nuova sfida del centrale estone è pronta ad avere inizio.

Mattia Marzeddu

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