Rolando Maran impegnato durante un match (foto: www.cagliaricalcio.com)

Rolando Maran impegnato durante un match (foto: www.cagliaricalcio.com)

Il suo debutto in Serie A con il Cagliari non è stato dei migliori, per usare un eufemismo, ma Rolando Maran ha – almeno per la cabala – qualche motivo per sorridere nel guardare al futuro più e meno prossimo in rossoblù. Dal 2002, anno in cui si è seduto per la prima volta su una panchina professionistica da capo allenatore, Maran ha infatti spesso steccato all’esordio, raggiungendo poi traguardi in linea se non superiori agli obiettivi prefissati.



Sedici anni fa, il suo Cittadella pareggiò 0-0 a Reggio Emilia (perse a Prato la prima giornata, rinviata però di qualche settimana), chiudendo al settimo posto in Serie C1. Fu undicesimo l’anno dopo, iniziato con il KO (1-0) ad Arezzo. Il triennio patavino si chiuse con un dodicesimo posto dell’emergente realtà veneta, ma anche la stagione 2004/2005 partì perdendo (3-1) a Benevento.

Male iniziò anche con il Brescia (sconfitta 2-1 a Catania dopo tre turni superati in Coppa Italia), conclusa con l’incredibile e scellerato esonero da parte di Corioni, affascinato da Zeman. Fu poi la volta di Bari: al debutto perse 3-2 a Crotone, a febbraio arrivò l’esonero. Il biennio alla Triestina vide due pareggi per 1-1 (con Messina e a Bari) all’alba delle due annate, e gli alabardati ottennero due ottimi piazzamenti in cadetteria, dodicesimo e ottavo. Pareggio anche con il Vicenza, in casa dell’Albinoleffe (2-2), per un quattordicesimo posto migliorato l’anno dopo, quando si partì perdendo 2-0 a Bergamo contro l’Atalanta.

La svolta di Maran arriva con il Varese, portato sino alla finale playoff di Serie B persa contro la Sampdoria; in Lombardia si presentò vincendo proprio a Vicenza, subentrando a ottobre al collega Carbone. Pareggio a Roma contro i giallorossi (2-2) alla prima del Catania che Maran porterà al record di punti in Serie A, mentre gli etnei furono sconfitti a Firenze (2-1) nella stagione che vedrà il trentino esonerato, richiamato ed infine esonerato dopo 5 sconfitte consecutive a pochi passi dal traguardo.

Partì male anche con il Chievo, nel 2014, ma qui andò in poderosa rimonta: decollò proprio vincendo in casa del Cagliari di Giulini e Zeman, che invece iniziava il suo tracollo. Salvo con cinque giornate di anticipo nel 2015, il suo Chievo arriverà poi nono (partito vincendo 3-1 a Empoli) e quattordicesimo (inizia battendo 2-0 l’Inter in casa). L’esonero del 2018, invece, ebbe come entrèe il successo per 2-1 a Udine. Come a dire che una rondine non fa primavera, né in un senso né nell’altro.

Fabio Frongia



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