Marcello Carli (foto Locci/Zuddas Agenzia Fotocronache)

Marcello Carli (foto Locci/Zuddas Agenzia Fotocronache)

Ospite di Radiolina, il direttore sportivo del Cagliari, Marcello Carli, ha fatto il punto della situazione in casa rossoblù all’indomani della chiusura del calciomercato e del debutto in Serie A con sconfitta, a Empoli. “Personalmente sono sempre arrabbiato – dice – Così è anche per la squadra, dobbiamo toglierci presto ogni negatività e rialzarci presto. Mi è dispiaciuto particolarmente perdere a Empoli, dove ho tanti amici, perché in quelle situazioni ci tengo particolarmente a vincere. Volevo un inizio diverso, è una ferita difficile da rimarginare, non dormo da giorni per quella domenica disastrosa, ma bisogna andare oltre e ripartire”.



“Cerco di essere sempre abbastanza vero, non mi studio cosa dire nei vari momenti, per questo prima delle ultime tre gare della scorsa stagione provai a dare una scossa con le parole e gli atteggiamenti”, ha detto Carli ricordando la paura dei mesi scorsi. “Quel timore ci deve insegnare tanto per non ripetere certi errori. Sono sempre stato nel centro sportivo di Assemini, bisogna essere sinceri e lavorare, a Cagliari c’è grande attaccamento alla squadra e quindi bisogna dare tutti il 100% per far innamorare di noi la nostra gente”.

Sull’attualità. “E’ un’annata importante – dice – Abbiamo fatto delle valutazioni, decidendo di cambiare da Lopez a Maran, non negando i meriti dell’uruguaiano nella salvezza ottenuta. Su Maran sono serenissimo e sicurissimo, un’ottima persona e tecnico per una squadra che ha le sue certezze ma ne deve trovare altre. Abbiamo messo dentro sei nuovi calciatori, purtroppo nel calcio c’è poco tempo e bisogna pensare subito a fare una grande partita domenica. Bisogna sostenere il mister e la squadra”.

Che differenze tra Empoli e Cagliari? “Sicuramente ci sono delle differenze, quando sono venuto in Sardegna ero conscio delle difficoltà che incontravo, per averle già affrontate l’anno prima a Empoli. In entrambe le piazze non bisogna prendere in giro nessuno, che è la cosa più brutta, e occorre fare le cose in modo serio. Qui ci sono potenzialità enormi, nella gara di Firenze abbiamo visto gli spalti pieni per noi solo grazie ad una prestazione orgogliosa la settimana prima. Dobbiamo prima di tutto salvarci e salvaguardare la Serie A in Sardegna, dopodiché ci si può anche divertire. Ma dire cose differenti, viste le difficoltà del campionato, sarebbe esagerare e prendere in giro la gente”.



Mercato chiuso (“Niente ricorso agli svincolati”, ribadisce Carli) perché “numericamente siamo perfetti, anche un difensore in più serve (riferimento ad Andreolli, ndr), ci sono i doppioni nei ruoli e pensiamo a quello che abbiamo e non a quello che potevamo avere. Oltre a Ceppitelli, anche Pisacane ha qualche problemino…”.

Il gioiellino è Barella. “Volevamo tenerlo e godercelo ancora, abbiamo rischiato, bravo il presidente a resistere. Il mercato fortunatamente si è chiuso presto e ce l’abbiamo fatta. Non è mai semplice tenere certi profili”.

Carli spiega alcune scelte estive, specie sulle riconferme. “Penso che questa squadra ha fatto meno di quanto poteva – racconta – Abbiamo puntato a tenere certi giocatori, è stato bravo il presidente a trattenere chi era facile mandare via o chi aveva richieste interessanti. Mi aspetto moltissimo da Sau, Joao Pedro, Farias, questi devono essere gli acquisti principali del Cagliari. Sono convinto che l’ultima stagione ha dato grande rabbia a tutti. Abbiamo preso una punta importante come Cerri, Han è stato mandato a giocare a Perugia, si è pensato al presente e al futuro. Un’altra problematica era la squalifica di Joao Pedro che ci teneva un po’ in bilico. Han? Quando Joao Pedro si è visto confermare la squalifica, abbiamo deciso di evitare che Han giocasse poche partite. Il Perugia lo voleva fortemente, così come il Verona voleva fortemente Colombatto, non abbiamo mandato via nessuno. Sono convinto che l’anno prossimo torneranno più forti per essere protagonisti a Cagliari”.

Una delle facce nuove è Bradaric. “Il presidente si è prodigato per Filip, riteniamo sia un elemento importante per il nostro centrocampo, abbina fisicità e tecnica, oltre che prospettiva di crescita. Abbiamo pensato anche ad Ekdal, che è un po’ più grande, alla fine si è preferito Bradaric. Il croato come Conti? No dai, poi si offende Daniele (ride, ndr)… Spero che Bradaric somigli a Conti in campo e soprattutto fuori, penso che Daniele possa essere un grande dirigente, è una grande persona ed è un piacere lavorarci accanto”.

Uno sguardo anche all’Olbia sul fronte giovani? “Cagliari non è Empoli, secondo me Cagliari per poter mettere davvero dentro dei giovani da far crescere ha bisogno di consolidarsi in categoria e fare bene in modo prolungato; a quel punto puoi inserire dei giovani da far maturare. In questo momento c’era bisogno di mettere dentro esperienza, vorrei fare un’annata seria e tranquilla, per poi l’anno prossimo puntare di più sui giovani”.

Joao Pedro giocatore fondamentale. “Ci ho parlato sin dal primo giorno, gli ho detto quel che pensavo della squalifica, ovvero che è stata una sua leggerezza. Ma, al di là dell’episodio, gli ho ribadito che ha sempre fatto meno di quel che può, e che deve dare di più. Ha l’età giusta per tirare fuori il massimo, se non farà una grande annata vorrà dire che qualcosa non va”.



Il Cagliari vive con il nodo trequartista, tra assenza di Joao Pedro ed esperimenti su Ionita, Barella, Castro. “Sono convinto di avere un allenatore davvero bravo, che lavora moltissimo, è lui a dover parlare di queste cose. Barella può fare tutto, è un “tuttocampista”, il mister ha pensato fosse meglio che giocasse dietro le punte. E’ vero che l’unico trequartista vero è Joao Pedro, Maran fa le sue valutazioni e ribadisco che Barella può fare tutti i ruoli del centrocampo”, spiega Carli, che poi parla di De Zerbi. Il tecnico del Sassuolo poteva guidare il Cagliari, essendo stato uno dei nomi in agenda (forse in cima, per volere di Carli?) prima di scegliere Maran. “Abbiamo parlato anche con De Zerbi, lo stimo e ha talento, farà una carriera importante. Rolando è il mister perfetto per noi, ha grande grinta, serenità, esperienza, può crescere ancora, il suo obiettivo deve essere continuare a sognare tra 5-6 anni una squadra più importante. E lo stesso Maran sa che abbiamo parlato anche con De Zerbi”.

E’ un Cagliari eccessivamente legato al 4-3-1-2? “Di questo deve parlare l’allenatore. Le scelte tattiche sono frutto di lavoro di settimane e mesi, non ci sono imposizioni dall’alto. Maran, Sarri, Giampaolo sono tecnici esperti e preparati, nessuno fa qualcosa contro sé stesso o per il male della squadra”.

Farias è uno dei giocatori nel mirino della critica, con lui Sau. “Le motivazioni sono importanti – dice Carli – Noi su questo abbiamo lavorato tanto, siamo tutti reduci da una stagione complicata e questa deve essere la molla per fare bene. Nella vita non basta il talento, così come non bastano le motivazioni. Farias ci ha aiutato molto, ha sbagliato qualche gol ma ci ha dato velocità, cambio di passo, estro. Credo che lui e Marco siano forti e in giro non ce ne sono molti bravi come lui”.

Ancora parole importanti su chi è rimasto. “Ribadisco che i nostri migliori acquisti sono giocatori come Ionita, che può dare molto di più, ma penso anche a Padoin che viene da un’annata positiva, Dessena che ha grandi qualità, mentre Deiola aveva bisogno di giocare con continuità e penso possa essere un elemento portante per il Cagliari del futuro. Volevamo aumentare la qualità del gruppo, bravo il presidente a mantenere le promesse e a investire in modo significativo”. Elogio anche per Padoin. “E’ forte, oltre che un grande ragazzo, a Firenze giocò splendidamente da mezzala, sappiamo tutti che avrà presto la sua occasione e non tradirà, in qualsiasi posizione venga schierato”.



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