Roberto De Zerbi

Roberto De Zerbi

Al termine della gara recuperata a Cagliari negli ultimi secondi dal Sassuolo, il mister neroverde Roberto De Zerbi si mostra soddisfatto. Col Benevento perse un punto nel finale alla Sardegna Arena, oggi lo prende. Ma il tecnico lombardo ci tiene a precisare: “Anche al ritorno nel finale. Sono in credito di una (ride n.d.r.). Sapevamo che il Cagliari era forte e dobbiamo crescere. Abbiamo fatto benissimo sotto il punto di vista del gioco, meritando di andare in vantaggio con Sensi nel primo tempo. Possiamo mettere qualcosa in più come convinzione. E’ un percorso da intraprendere. Non so quanto ci metteremo a raggiungere il top dell’aspetto mentale. Dobbiamo farlo più presto”. Sull’essere vicino a sedersi sulla panchina del Cagliari: “C’è stato qualcosa ma nulla di concreto. Sono amico di Carli e Giulini”.



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Sul modulo: “L’avevamo preparata per giocarla a tre con Lirola e Di Francesco larghi e due trequartisti dietro Boateng. Ho la fortuna di avere giocatori forti e intelligent, capendo come devono stare in campo. Non mi accontento e non mi basta. Siamo giovani, non sappiamo fino in fondo qual è il nostro effettivo potenziali. Fate il confronto di età fra le due squadre, c’è molta differenza”.

Su Pavoletti: “Nel gioco aereo è un fuoriclasse. Si può cercare di limitarlo ma quando ricevere cross belli, come in occasioni dei due gol, diventa immarcabile. Così come lo sono altri giocatori quando vengono messi nelle condizioni per esprimere il proprio potenziale. Pavoletti di testa regge il confronto coi primissimi della Serie A ma anche in Europa”. Su Marlon e Locatelli: “Hanno fatto bene. Parliamo di un ’96 e un ’98. Marlon non conosce il campionato italiano, ha fatto una buonissima partita a parte qualche leggerezza dovuta all’inesperienza. Avendo Pavoletti contro devi essere meno irruento. Ha fatto ben così come benissimo Locatelli. Ha giocato e non pensavo fosse subito pronto. Ha dato qualità e sostanza con padronanza e ruolo”.



Cosa è mancato al Sassuolo? “L’aspetto su cui dobbiamo migliorare di più è chiedere di più a noi stessi. Qui c’è una società fantastica, non abbiamo pressioni da tifosi e media, composta quasi tutta da giovani che possono diventare importanti. Non vorrei qualcuno spostasse questo nel tempo. Per fare un calciatore c’è sempre meno tempo. Dobbiamo chiedere tutti di meglio da subito. Se miglioriamo da questo punto di vista diventiamo una squadra forte”.

dall’inviato Mattia Marzeddu

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