Darijo Srna

Darijo Srna

Ricordate “Indovina chi?“, il gioco da tavolo ideato per bambini? Suvvia, ci avete giocato tutti almeno una volta nella vita. Affidarsi a qualche caratteristica per intuire, in anticipo sugli avversari, il soggetto in questione. “Ha gli occhiali ed è grasso? Allora è Sam“, la conclusione più scontata. Ecco, il calciomercato del Cagliari, negli ultimi anni, aveva preso questa piega. “Arriva in rossoblù dopo una carriera stellare? Allora è come van der Wiel“.

Conclusioni precoci e avventate, anche comprensibili dopo alcune recenti scottature. Dal terzino olandese a Isla, passando per Bruno Alves, diversi curriculum di alto profilo si sono legati ai rossoblù negli ultimi anni. Molti di questi senza ripagare le aspettative che li avevano accolti al loro arrivo. Molti, ma non tutti, è bene sottolinearlo. Lo ha ribadito, anche contro il Sassuolo, Simone Padoin, perfettamente integrato nella realtà isolana dopo gli anni trionfali da gregario bianconero.



Per questo motivo, sopra Darijo Srna, aleggiava una bolla di entusiasmo – dettata dalla carriera del croato – con qualche striatura di diffidenza. Un timore figlio della carta d’identità ormai sgualcita e di un’astinenza dal calcio giocato (dopo la squalifica per doping) che facevano storcere il naso ai più scettici. Sono bastati 90′ contro il Sassuolo, all’ex Shakhtar, per cancellare le perplessità.

Alt:non stiamo dicendo che la stagione di Srna sarà sgombra da (inevitabili) difficoltà. Né che il Cagliari ha scoperto il nuovo Marcos Cafu. Sarebbe precoce fare ogni pronostico in tal senso. Inevitabile, però, notare come il croato si sia calato in maniera impeccabile nella nuova realtà. Chi pensava fosse sbarcato in Sardegna per svernare o in cerca di qualche set fotografico come il suo collega ora in MLS, è rimasto deluso: Srna ha ancora fame di calcio. Vero. Nuovo, dopo oltre un decennio in Ucraina. Ha voglia di sudore e sacrifici, in ossequio a quel calcio balcanico di cui è stato fulgido esponente. Ingredienti fondamentali su cui poggiare le basi di un matrimonio – si spera – proficuo.

Un ingaggio, questo, che mostra anche un passo avanti da parte della società di via Mameli. Se nei mesi scorsi avevamo criticato gli acquisti fallimentari già citati, paragonati a delle figurine spendibili sotto il profilo del marketing e poco sul rettangolo verde, l’arrivo di Srna mostra come la “lezione van der Wiel” sia stata metabolizzata correttamente. Gli uomini-mercato rossoblù, prima di puntare con decisione sul croato, non si sono soffermati esclusivamente sul curriculum, ma hanno studiato il dna del professionista. L’affidabilità dell’uomo, ancor prima del giocatore. Non conosciamo ancora, dunque, l’impatto a lunga scadenza che il giocatore avrà sulla realtà rossoblù. Ma una cosa è certa: le premesse lasciano ben sperare.

Stefano Sulis



Altre notizie relative

Maran: “Cagliari azzurro? Meriti in primis a Giulini” Il tecnico vota Allegri per la Panchina d'Oro: Giusto premiare chi vince
Spal-Cagliari, l’analisi tattica fotografica FOTO - Schemi, errori, virtù del Cagliari visto a Ferrara nella nostra analisi
Giulini stavolta ha fatto le cose per bene IL COMMENTO | Il Cagliari si riposa, pensa al Torino e culla le sue certezze

...e tu cosa ne pensi?

300