Il gruppo torresino nel giorno della promozione in Serie D

Il gruppo torresino nel giorno della promozione in Serie D

Un derby amaro, eufemisticamente parlando. Uno schiaffo che, come si dice sempre in questi casi, potrà essere salutare qualora aiutasse la Torres a vedere meglio difetti e cose da sistemare, magari tornando sul mercato. Del resto lo ha annunciato lo stesso presidente, Salvatore Sechi. Sarebbe invece un errore derubricarlo a incidente di percorso, a mero KO frutto di episodi in un match di scarso valore.



Guai, però, a fermarsi davanti al tabellino. Lo 0-3 a favore del Latte Dolce può ingannare, e rendere più forte del dovuto i giudizi ex post. Non tutto è da buttare nella creatura di Pino Tortora, che prosegue sulla strada maestra (in Eccellenza) del 4-3-3, ma che ha sicuramente bisogno di qualcosa di più e migliore. Certamente più esperto per la categoria. Dei tre gol subiti dai concittadini, due sono frutto di errori del portiere, uno di una ripartenza ben sfruttata dall’organizzata macchina di Udassi, brava a sfruttare tutte le situazioni propizie.

Oggi la Torres manca di vissuto non solo in Serie D (dove lo stesso allenatore ha militato poco), ma in generale nel calcio “dei grandi”. Una caratteristica fondamentale per cementare un organico che dovrà quantomeno salvarsi senza affanni. La Torres è la Torres, e non può permettersi di vivacchiare in modo anonimo, figuriamoci soffrire in Serie D. Lo dice il blasone, lo dicono i proclami, anche se va ricordato come nessuno in casa rossoblù si sia lanciato in voli pindarici. La prospettiva di annaspare, però, non è (e non può essere) presa in considerazione.

Non mancano i prospetti interessanti e sui quali si può lavorare, in una squadra che qualcos’altro potrebbe trovare prima dell’inizio del campionato. In Sardegna e nella Penisola ci sono giocatori liberi da avvicinare, in un mondo del calcio dove crisi e cambiamenti hanno complicato la vita a molti ragazzi. Sarebbe dunque grave non spingere per setacciare il panorama del mercato a pochi passi dal gong.



Briukhov e Bilea sono due giovani che meritano occasioni e minutaggio. Minutolo ha esperienza ma non in Serie D, e il rischio nell’affidare solo a lui le chiavi difensive potrebbe rivelarsi troppo alto. Un po’ come Sarritzu, stella in Eccellenza ma che al piano di sopra dovrà sicuramente trovare certezze. Peana e Demartis sono gli unici con un reale background tra Serie C e Serie D, e a loro vanno affiancati elementi in grado di dare un salto di qualità. Troppa sofferenza per la mezzala classe ’84, se non affiancato da elementi dinamici. Ecco perché l’ingresso di Piga a partita in corso ha certamente migliorato le cose. Qualcosa di più si può fare nel reparto under, da sempre un fattore decisivo in Serie D. Se manca almeno un elemento di spessore per reparto, va detto che ragazzi come Pinna (domenica ha sofferto il coetaneo Pireddu) e Saba abbiano tanto da imparare. E poi ci sono Leto e Padovani, due nuovi innesti: il primo, reduce da infortunio, ha palesato una condizione non adeguata, il secondo non si è mai visto.

Ce n’è abbastanza per capire quanto sia il lavoro ancora da fare. In fretta.

Giampietro Murrighile

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