Michelangelo Anile

Michelangelo Anile

Le vacanze sono ormai agli sgoccioli per le giocatrici dell’Hermaea Olbia, che lunedì 3 settembre, al Geovillage, inizieranno a faticare sotto la guida dello staff tecnico per preparare al meglio gli ormai imminenti impegni ufficiali.

Il sodalizio gallurese si presenterà ai nastri di partenza del suo quinto campionato consecutivo in A2 con un roster profondamente rinnovato rispetto a quello che, nella scorsa annata, ha ottenuto la salvezza con una giornata d’anticipo sulla fine del torneo. L’unica conferma, infatti, è stata quella dell’inossidabile capitano Jenny Barazza, mentre per il resto la squadra ha cambiato completamente volto inserendo prospetti interessanti come Padula, Tajè, Giometti, Mele, Moltrasio e D’Elia, ed elementi più esperti come Bacciottini, Fiore, Maruotti e la rientrante “bandiera” Degortes.



Rinnovata anche la guida tecnica, affidata a Michelangelo Anile. Dopo varie esperienze da vice e da scout, il 35enne tecnico romano è pronto a raccogliere la sfida, e spera di poter guidare l’Hermaea a un annata ricca di soddisfazioni.

Che sensazioni provi nell’essere approdato al ruolo di capo allenatore dell’Hermaea?
“E’ un bel mix di emozioni. Da una parte ci sono senz’altro felicità e un orgoglio, perché quello di essere capo allenatore in Serie A a 35 anni è un traguardo che mi ero prefissato fin dagli esordi. Dall’altra, però, non nascondo di avvertire un pizzico di pressione. Alleno la società più importante della Sardegna, che gioca in A2 da cinque stagioni e che rappresenta un faro per il movimento regionale. E’ una bella responsabilità, che giunge peraltro all’esordio in questo ruolo, visto che in passato mi ero cimentato solo da vice e da scout. Insomma, sento l’importanza del compito, ma cercherò di tramutare la tensione in energia positiva per poter dare sempre il massimo”.

Che tipo di allenatore sei e quali sono le idee principali che cercherai di inculcare alla squadra?
“Ho cercato di prendere qualcosa da tutti gli allenatori con cui ho lavorato in questi anni. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa: la gestione psicologica, lo studio della gara, la preparazione degli esercizi e il modo di affrontare gli allenamenti. Non sono certamente un urlatore. Non mi piace sbraitare, meno che mai in partita. Cerco prima di tutto di dare serenità alla squadra. Lavoro tanto durante la settimana per cercare di mettere nelle migliori condizioni possibili sia le giocatrici che i miei collaboratori (imminenti gli annunci di allenatore in seconda e scout, ndr). Non lascio nulla al caso, chiedo grande sacrificio in difesa e copertura. Da ex palleggiatore, inoltre, sono amante del gioco estroso e spettacolare. Spero che la mia Hermaea possa mostrare in campo tutte queste caratteristiche”.

Quali sono le linee guida principali che avete seguito per allestire la prima squadra?
“Coerentemente con la storia recente dell’Hermaea, che negli anni ha lanciato e rilanciato le carriere di tante giocatrici, abbiamo scelto di fare alcune scommesse prendendoci dei rischi calcolati. Il roster è composto in parte da elementi navigati come Barazza, Fiore e Degortes, e in parte da ragazze meno esperte, ma di buon potenziale e sicuramente vogliose di riscatto dopo delle annate un po’ sottotono per vari motivi”.

Focalizziamoci sulla straniera, che spesso è l’ago della bilancia di una squadra: dopo aver ammirato la classe di Uchiseto nella scorsa stagione, i tifosi potranno vedere all’opera Nikolaeva. Cosa devono aspettarsi?
“Chiariamo subito: Nikolaeva non è Mami, e nemmeno Soos. Però ha alcune caratteristiche che ricordano entrambe. In attacco è meno potente di Nikolett, ma, come Uchiseto, sa giocare con le mani del muro. A differenza della giapponese, invece, ama giocare una palla molto alta, ed è abile quasi quanto lei nei fondamentali di seconda linea. Viene dal campionato russo, dunque è abituata a un livello di gioco altissimo. Quando l’abbiamo vista giocare in video non abbiamo avuto dubbi: è molto forte, e se sta bene fisicamente può essere la nostra arma vincente”.

Il campionato è stato riformulato su due gironi: meglio o peggio per l’Hermaea? E che idea ti sei fatto sulle forze in campo?
“A mio avviso capiremo che torneo sarà soltanto strada facendo. La formula particolare e del tutto innovativa ci impone di vincere quanti più scontri diretti possibili. Paradossalmente avere degli exploit con le big, ma perdere contro le nostre dirette concorrenti, ci metterebbe in una situazione difficile in vista della seconda fase. Per quanto riguarda i valori, credo che Caserta e Mondovì abbiano allestito le formazioni più competitive, senza dimenticare la Zambelli Orvieto, che è riuscita a ottenere dei rinforzi importanti dal mercato. A seguire vedo Baronissi, Soverato e le due neopromosse. Martignacco ha in Gazzotti un ottimo tecnico, mentre Pinerolo può contare su giocatrici di grande spessore come la nostra bestia nera Vingaretti. Il Girone A, quello che ci vedrà protagonisti, è piuttosto equilibrato, e credo che l’Hermaea possa ambire al quinto posto. Ciò comporterebbe la qualificazione per la Coppa Italia, la partecipazione alla Poule Promozione e, dunque, la salvezza già a metà stagione. Sarebbe un grande traguardo, faremo di tutto per poterlo cogliere”.

Tutte le ragazze che sono state presentate negli ultimi mesi hanno detto di non volersi accontentare di una semplice salvezza. 
“Anche spero in qualcosa di più, ma è necessario partire con grande umiltà. Abbiamo una squadra quasi completamente rinnovata, compresa la guida tecnica, e mirare troppo in alto potrebbe rivelarsi un boomerang. Affronteremo il campionato con serenità, poi se la squadra renderà secondo le aspettative, e se Nikolaeva si confermerà su alti livelli anche in Italia, nessun obiettivo ci sarà precluso”.

Lo scorso anno sei stato al centro del progetto Hermaea Academy: il tuo passaggio al ruolo di capo allenatore della prima squadra potrà facilitare in qualche modo l’inserimento di giovani locali in Serie A?
“Credo di sì. Ho sempre allenato nei settori giovanili, mi piace lavorare su giovani promettenti e dare loro spazio anche in prima squadra. In quest’ottica siamo stati felici di poter inserire nel roster Ludovica Mele, giocatrice interamente “costruita” dal vivaio Hermaea. Continuerò a curare il progetto Academy cercando di chiudere un numero sempre maggiore di collaborazioni con le società del territorio. Speriamo di trovare un numero sempre maggiore di giovani talenti per assicurare il futuro dell’Hermaea e di tutto il movimento pallavolistico isolano”.

Ufficio Stampa

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