Barella e Cragno in una foto in rossoblù di qualche anno fa (foto: gianlucadimarzio.com)

Barella e Cragno in una foto in rossoblù di qualche anno fa (foto: gianlucadimarzio.com)

Lo avevamo scritto in tempi non sospetti sulle pagine di SardegnaSport.com. Alessio Cragno e Nicolò Barella meritavano l’azzurro più importante, quello oggi guidato da Roberto Mancini, e finalmente si è deciso di convocarli per il doppio impegno di Nations League contro Polonia (in casa, a Bologna) e Portogallo (al Da Luz di Lisbona). Una sorpresa del sabato sera inoltrato, perché le indiscrezioni non volevano i rossoblù indirizzati verso Coverciano dopo il fischio finale di Atalanta-Cagliari. Così, invece, sarà. E poco importa se il CT abbia deciso in extremis o già cullasse l’idea. La sostanza non cambia, e rende merito ai due giovani (ma non troppo) e al lavoro della società isolana.



Cragno è ormai da mesi nella lista dei quattro migliori portieri italiani. Out Buffon, si gioca una maglia con Perin e il sardo Sirigu, oltre allo sponsorizzato e quasi obbligatorio Donnarumma. Un riconoscimento forte per il fiorentino classe ’94, esempio di professionalità, continuità e miglioramenti, bravo a riscattare subito col Sassuolo la falsa partenza contro l’Empoli. Reattività tra i pali e in uscita, para-rigori, esplosivo e in ottima condizione, ha risposto presente nella scorsa stagione dopo la cavalcata promozione col Benevento, spazzando ogni dubbio legato agli esordi (era il 2014) in Serie A nella scalcagnata truppa zemaniana. Adesso andrà di rincorsa in azzurro, con poche credenziali, ma con la voglia di mordere ogni occasione. Come fatto con il Cagliari.

Nicolò Barella è sulla bocca di tutti. Patrimonio tecnico ed economico del Cagliari, che punta a venderlo a peso d’oro alle prossime occasioni di mercato, il biondino classe ’97 ha dimostrato nell’Under 21 di essere fuori categoria. Così, assaporando (assieme a Cerri e Romagna) la gara della Sardegna Arena contro l’Albania, finisce dritto dritto al piano di sopra. Una mezzala che deve crescere ancora, dicono tutti, ma il talento è cristallino e la fame alta, come visto in ogni allenamento. Un gioiellino che chissà dove andrà tra un anno (o magari prima? chissà…), ma che il Cagliari si gode. Ora ha deciso di farlo anche Mancini, nella pochezza di un centrocampo italiano con promesse mancate, giovani in panne e vecchi all’ultimo giro.

Fabio Frongia



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