Barella esulta con Srna e Sau (Foto Paolo Magni/Agenzia Fotocronache.it)

Barella esulta con Srna e Sau (Foto Paolo Magni/Agenzia Fotocronache.it)

Troppo facile (e giusto) esaltarsi per quanto mostrato e raccolto in quel di Bergamo dal Cagliari di Rolando Maran. Già, non si può non partire da queste ultime parole per analizzare il colpo rossoblù. Una squadra a immagine e somiglianza del suo allenatore, diretta conseguenza sia della sua mentalità sia di quel lavoro minuzioso che avevamo raccontato da Aritzo e Pejo. Cagliari compatto, organizzato, corto, attento prima di tutto a non farsi trovare impreparato in fase di non possesso, pronto a ripartire e gagliardo nel duellare in tutte le zone del campo. La sintesi perfetta si è avuta al cospetto di un’Atalanta che attraversa uno dei peggiori momenti del suo ultimo triennio.



Ci vuole anche fortuna, quella che era mancata una settimana prima, quando i segnali erano stati più che incoraggianti. E allora si va a caccia del fondamentale terzo indizio, con due settimane piene per lavorare in vista dell’altrettanto lanciato Milan. Un po’ di orgoglio per i tanti calciatori regalati alle Nazionali, un po’ di rammarico per non avere tutto il gruppo al completo così da cementare ciò che si sta edificando.

LE PAGELLE 

LE PAROLE DI MARAN

LE PAROLE DI BARELLA

Il Cagliari ammirato (mai parola fu più azzeccata) al cospetto dello spauracchio atalantino ha condensato i crismi di una squadra che era stata auspicata a lungo nelle stagioni precedenti. Come già detto dopo il Sassuolo, l’obiettivo è quello della continuità, perché già in passato si erano attraversati sentieri così dolci, salvo poi cadere nella mediocrità. Intanto, però, l’attualità parla di una formazione disegnata con un 4-4-2 armonico, granitico e soprattutto malleabile. Dal rombo formato col trequartista che si “alza” in fase di possesso, andando anche fornire uno sbocco laterale (cosa provata e riprovata in allenamento), al 4-4-2 in linea che ha mandato in tilt un certo Gasperini. Come ammesso del nocchiero di Grugliasco, costretto a incartarsi in stravolgimenti tattici che non hanno portato a nulla.

LE PAROLE DI CRAGNO

LE PAROLE DI ROMAGNA

Fondamentale la disponibilità di tutti gli effettivi, in primis le mezzali trasformate in tornanti, quindi le punte a fare da mediani aggiunti nel momento di massima apnea. Grida vendetta quel gol mangiato da Sau (non più una sorpresa sotto porta, purtroppo), ma anche al barbaricino vanno estesi i complimenti per una prova generosa e utilissima. Certo, se poi ci fosse una punta solida accanto al gladiatorio Pavoletti si potrebbe sognare in grande. Ma è il Cagliari e non la Sampdoria…



Porta ancora tanti dividendi l’esperienza di Srna e Padoin sugli esterni difensivi, così come Romagna e Klavan si conoscono meglio e si esaltano nella battaglia innescatasi in terra orobica. Sarà un bel scegliere nel terzetto con Ceppitelli, quando l’umbro sarà a posto. Aspettando i calciatori ancora un po’ indietro, come i due terzini sinistri. E poi Faragò, scalzato (come previsto) da Srna, ma che potrebbe tornare molto utile in questa mediana a fisarmonica in grado di diventare marchio di fabbrica.

L’esaltazione è ovvia, va tenuta nei ranghi, anche perché molto c’è da fare per ottenere un Cagliari legittimato a sognare davvero. Davanti si crea ancora troppo poco, e quel poco che arriva è sovente sciupato. Il gol-vittoria è arrivato con una punizione deviata, e se l’Atalanta avesse segnato nell’arrembante inizio ora staremmo forse a parlare di qualcosa di ben più buio.

E allora lavora, Cagliari. Ché la strada è maestra e hai dimostrato di saper apprendere.

Fabio Frongia

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