Rolando Maran | Foto Gianluca Zuddas/Agenzia Fotocronache

Rolando Maran | Foto Gianluca Zuddas/Agenzia Fotocronache

Ospite di Radiolina, Rolando Maran ha parlato a tre giorni da Cagliari-Milan, posticipo della prossima giornata di Serie A (la quarta, ore 20.30 alla Sardegna Arena). L’allenatore trentino del Cagliari ha mostrato un ovvio morale sereno, prima di un match importante che arriva a ruota della sosta per le Nazionali. Ma anche dopo le due belle prove contro Sassuolo (2-2 in casa) e Atalanta (vittoria 1-0 in trasferta).



“Il Cagliari sta cercando di diventare una squadra solida, capace di mettere in difficoltà chiunque. Abbiamo lavorato molto e lo stiamo facendo tuttora. A Empoli abbiamo preso una buca – scherza -, ci è costata cara, ma volevamo dimostrare che era un episodio isolato e ci siamo riusciti: ora andiamo avanti. Dopo il KO al ‘Castellani’ abbiamo ovviamente analizzato tutto. Posso dire che forse eravamo un po’ troppo carichi e vogliosi e abbiamo speso più energie del dovuto. Non si può tornare indietro, accettiamo il verdetto del campo e la cosa che conta è essere migliorati in modo costante”.

Il Cagliari ha giocato molto bene contro Sassuolo e Atalanta, due squadre che al di fuori della sfida contro i rossoblù hanno fatto benissimo. “Sicuramente siamo soddisfatti, ci manca qualche punto dal match contro gli emiliani, però l’importante è avere trovato la via giusta”.

Domenica contro il Milan tornerà Joao Pedro. “Siamo contenti, è un’arma più, il Cagliari con lui diventerà ancora più forte. Manca da tanto tempo e ha grande voglia. E’ sbagliato dire che sia l’unico trequartista in rosa, è l’unico con determinate caratteristiche però ci sono vari calciatori che possono giocare in quella posizione con relative peculiarità. Dobbiamo cercare di superare i nostri limiti, migliorando di allenamento in allenamento, come individui e come collettivo”.

Il trequartista è un ruolo cambiato nel calcio di oggi. “Tutti devono partecipare ad entrambe le fasi, anche i fantasisti o gli attaccanti, nessuno si può permettere un giocatore che non dia una mano in fase di non possesso. Ogni giocatore, la squadra nel suo complesso, deve occupare uno spazio e cerca di farlo in posizione più avanzata possibile”. Di sicuro non ci saranno cambi di modulo a breve. “Tutto si può fare – spiega Maran -, però abbiamo la strada che è stata appena intrapresa e ci sta dando dei risultati, quindi per ora non ha senso scegliere spartiti troppo diversi. Non ci sono scelte nette sul dove attaccare o come farlo, ma è chiaro che ogni partita ti pone dei temi che ti costringono a comportarti in un certo modo. Sta ad ogni squadra e ogni giocatore saper interpretare le partite”.



Joao Pedro, per Maran, “può fare sia la seconda punta (nel 4-4-1-1 che potrebbe profilarsi, ndr) sia il trequartista. E’ un giocatore che ha il calcio dentro, non è un problema di ruolo, sta al tecnico esaltare le caratteristiche di chi ha a disposizione. Se giocherà? Lo scopriremo solo vivendo…”, afferma Maran, che poi incensa “l’attaccamento della gente che incontro in giro per la città alla squadra e alla maglia. Ci sono valori assoluti in questa realtà, e per me sono molto importanti, al di là di questo o quello che ti chiede di vincere una partita, di dare il massimo, che è ovviamente molto importante”.

Intanto alla Sardegna Arena arriva il Milan. “I rossoneri sono una delle squadre più in salute, come erano Sassuolo e Atalanta: questo dovrà essere uno stimolo importante. Ci vorrà sacrificio, coraggio, la giusta faccia tosta per mettere in difficoltà il Milan. Abbiamo le nostre chance. Klavan? E’ rientrato, ha giocato la seconda delle due gare con l’Estonia. Oggi (giovedì, ndr) ha fatto un lavoro specifico ma non ci sono particolari problemi”.

I miglioramenti del suo Cagliari sono evidenti. “Ne sono convinto, siamo cresciuti e c’è tanto ancora da fare, però le analisi che facciamo ogni giorno ci dicono che i frutti stanno pian piano arrivando. Ci sono distanze e movimenti diversi, non ci dobbiamo fermare”.

Pavoletti e Cerri possono giocare insieme, Maran non ha dubbi. “Sono due giocatori diversi, Alberto è più portato alla manovra, Leonardo è più finalizzatore, quindi possono assolutamente fare coppia anche se sono due calciatori alti e di fisico. Srna? Non mi ha stupito la prestazione in sé, quanto il modo in cui si pone, si allena nel quotidiano, con enorme entusiasmo, direi quello di un bambino. Ha grande passione nell’allenarsi e questo lo porta a giocare in un certo modo”. Elogi anche per Padoin. “Un esempio per tutti – spiega Maran – Ha capacità di interpretare molti ruoli, di capire il calcio in fretta, mi piace che lui e molti altri abbiano questa capacità. Ci sono diversi ragazzi che sanno coinvolgere il gruppo, penso a Dessena e Pavoletti, ma dovrei nominare tutti”. Come è tornato Barella dalla Nazionale? “Lui è sempre carico, non è assolutamente stanco o deluso per non aver giocato; ovviamente sperava di scendere in campo in azzurro ma credo che lo farà presto”.



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