Nicola Agus e il suo Arbus (foto Fabrizio Vinci)

Nicola Agus e il suo Arbus (foto Fabrizio Vinci)

Muravera e Sorso squadre da battere, con libero arbitrio per ciascuno degli osservatori sulla scelta inerente la palma di super favorita. Dietro, alcune outsider con diverse carte da giocare. Quindi il lotto di chi si deve prima di tutto salvare. Questa l’Eccellenza sarda che è pronta a partire, con diversi turni infrasettimanali e un trittico iniziale subito in tour de force, giocando ogni tre giorni.



La Serie A sarda vive ovviamente sulla curiosità per la corazzata sarrabese. In panchina Francesco Loi, che torna in auge dopo l’addio al Tortolì nell’ultima finestra dicembrina. Porta qualche chilometro più a sud il progetto tecnico che già lo aveva visto trionfare prima a Lanusei e poi a Tortolì. Tanti suoi fedeli bucanieri, la chicca di bomber Meloni (bisognoso di riscatto al piano di sotto dopo un paio di stagioni complicate), una squadra che è chiamata ad ammazzare il campionato perché piena di giocatori dominanti a questo livello in Sardegna. Ci riuscirà?

Non è da meno il Sorso di Pierluigi Scotto. I romangini hanno puntellato la già forte rosa della scorsa stagione, quando troppi passaggi a vuoto fecero perdere prima la lotta al primo posto e poi il duello playoff contro la Torres. Il club ha deciso di continuare con il fumantino allenatore sassarese, chiamato ora a riportare una società tanto gloriosa in Serie D, senza se e senza ma. Il mercato, peraltro, ha fatto fare un salto di qualità in più al Sorso, a tutti gli effetti l’anti-Muravera prima del via. Giocatori forti al posto giusto, caccia prima di tutto alla continuità, elemento fondamentale per primeggiare. Pulina in avanti (ma si può dire a tutto campo) è calciatore fuori categoria, può definirsi l’omologo di Meloni a Muravera. In difesa è arrivato Merenda, protagonista della promozione con la Torres, nella zona calda tornerà dall’infortunio Falchi, finalizzatore e cucitore di gioco di prim’ordine, aspettando anche il camerunense Raphael Kooh Sohna, classe ’90 che darà peso alla prima linea. Senza dimenticare la qualità di Luca Tedde e l’esperienza di Secchi tra i pali.

Dietro, come detto, tutte le altre. Attenzione alla Nuorese, una realtà non banale che non può permettersi di rimanere nell’anonimato. Dopo la brutta retrocessione, si è vissuto nello stallo prima di dare una forte accelerata al mercato. In Coppa ha dato segnali incoraggianti, squadra tutta da scoprire ma che può essere collocata in seconda fila nella griglia di partenza. Rimanendo sul fronte delle retrocesse, il Tortolì riparte con un progetto giovane ma con la voglia di non abbandonare quei lidi conosciuti negli ultimi anni. In panchina il professor Gianfranco Ibba, preparatore atletico al quale è stata affidata la panchina. Gruppo giovane, poche ansie e voglia di divertirsi e divertire. Chi ha imparato a fare ottimo calcio ad alto livello è l’Atletico Uri. I giallorossi ripartono da Olmedo, dove un gruppo di numerosi algheresi sarà di casa, in attesa di avere un miglioramento a livello infrastrutturale e di struttura societaria, così da potersi permettere quel salto di categoria che il calcio ha giocato ha dimostrato essere meritato. Talento, qualità, idee innovative, bollicine e risultati, ci sono tutte le carte per vedere il solito Atletico Uri a firma Peppone Salaris.

La rivelazione potrebbe essere l’Arbus. Così si augura il sodalizio granata con in panchina il confermato Nicola Agus. Tecnico preparato e ambizioso, in Coppa il suo Arbus (neopromosso) ha vinto il derby col Guspini e poi si è arreso al Samassi, uscendo dalla competizione. Ma gli sforzi sono stati cospicui e l’asticella in alto, per un Arbus che vuole dare fastidio a tutti. Ridimensiona un po’ il Samassi, delusa dell’ultima annata, quando partì con il rombo dei motori presto fiaccatosi. I valori della squadra del decano Busanca sono però indubbi, e anche essa può inserirsi nella lotta al vertice se tutto andrà al posto giusto.



Il resto del lotto vede formazioni più o meno solide, chi più chi meno chiamato a mantenere la categoria come primissimo e vitale obiettivo. C’è il ritorno del Bosa, che in Coppa è stato eliminato dal Sorso (subito rivincita alla prima giornata) e che è preso dalla diatriba per l’utilizzo del suo Campo Italia, conteso con i cugini del Calmedia. L’altra neopromossa è il Porto Rotondo, neofita ma non sprovveduta, i cui fari sono ben accesi per provare a consolidarsi nel massimo livello regionale, accodandosi alle altre galluresi che primeggiano nel nostro territorio. Lì, nel nordest, c’è il San Teodoro che va riorganizzandosi seppur con qualche settimana di posticipo sui lavori di costruzione. Completano il lotto le “cagliaritane” Monastir, dell’esordiente Manunza, e Ferrini (inizia con Zottoli l’era post-Giordano, fatta di tanti giovani e l’esperienza di Argiolas, Bonu, Aresu e Usai), le certezze barbaricine Tonara (allenatore Michele Tamponi) e Taloro (allenato da Romano Marchi), quindi Guspini (Marco Piras vuole confermare lo strepitoso girone di ritorno della scorsa stagione, quando arrivò in corsa), Ghilarza e lo Stintino del dopo-Udassi.

Fabio Frongia

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