Convenevoli di rito prima di Sassari Latte Dolce-Lanusei di Coppa Italia (foto: Alessandro Sanna)

Convenevoli di rito prima di Sassari Latte Dolce-Lanusei di Coppa Italia (foto: Alessandro Sanna)

Nastri di partenza pronti ad essere tagliati. Inizia la Serie D, domenica pomeriggio con due derby (Torres-Lanusei e Budoni-Latte Dolce) e la sfida di Ostia tra i biancoviola e il Castiadas. Cinque le portabandiera della Sardegna, una in meno rispetto alla disastrosa stagione scorsa, e meno male che dall’Eccellenza oltre alla trionfatrice Castiadas è salita anche la Torres.

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Proprio sarrabesi e rossoblù sassaresi appaiono oggi come le due formazioni in maggiore difficoltà, per motivi diversi e sempre considerando la situazione di bocce ferme. Il campo e il pallone che rotola, come è ovvio, diranno la risposta più importante, anzi l’unica che conta davvero.



TORRES – Il blasone, l’attesa, l’acquolina che arriva dal tornare nei campionati nazionali dopo un solo anno di purgatorio, un’estate e un inizio di settembre a dir poco movimentato. Sono gli ingredienti della pietanza torresina, che balla tra l’inizio di stagione con il mancato accordo tra il presidente Salvatore Sechi (uomo solo al comando) e gli imprenditori locali per un progetto sulla carta ambizioso e un calciomercato difficile da decifrare. E poi l’esordio in Coppa con lo 0-3 contro i cugini del Latte Dolce, la rottura con Demartis (tuttora un giocatore rossoblù seppur fuori dai piani tecnici), gli arrivi alla spicciolata e tante incognite. Morale della piazza non certo a mille, il gruppo può avere subito la scossa della decisione su colui che era stato individuato e si stava dimostrando come capitano, leader tecnico e carismatico. “Con il 4-3-3, se si vuole usare questo sistema, c’è bisogno di un regista e un centravanti di spessore, per non andare incontro a sofferenze”, ci aiuta ad analizzare Andrea Colombino, addetto ai lavori ex Torres (stagione 2015/2016) e un anno fa deus ex machina del Latte Dolce, in attesa di tornare in pista. “La Torres davanti ha gente come Padovani, che ancora è da scoprire, Camilli, che ha già fatto vedere ottime qualità ma forse non basta per reggere il peso dell’attacco, Sarritzu che deve rodarsi in questa categoria e secondo me non potrà rinunciare a Demartis per un posto nel tridente. Assieme a Peana, che secondo me ha bisogno di essere affiancato da un altro ‘over’ dalle caratteristiche complementari, è l’unico che ha reale vissuto in certe categorie e per me può dare tanto, credo che si sia sbagliata la valutazione tecnico-tattica quando lo si è preso pensando che potesse giocare davanti alla difesa”. Intanto i rossoblù vogliono far ricredere tutti, anche quei tifosi che mugugnano, forti del peso di una platea che per numeri e calore ambisce da tanti anni ad un sogno chiamato Serie B.

LATTE DOLCE – A Sassari sta sicuramente meglio la squadra di Stefano Udassi, alla prima in Serie D. L’ex bomber torresino, reduce dall’ottimo percorso a Stintino, ha confermato molto del recente passato lattedolcino, puntellando la rosa con elementi di sicuro affidamento quali il difensore Antonelli e il bomber Sartor Camina. “Forse la coperta è un po’ corta sul fronte degli ‘under’ – spiega Colombino -, da quel punto di vista ognuno fa le sue scelte, a volte si preferisce avere due ‘under’ in un determinato ruolo per evitare di dover stravolgere la squadra in caso di assenze. Mi pare una squadra quadrata, costruita con senno e che potrà fare un campionato tranquillo, magari lanciando via via qualche ragazzo del proprio settore giovanile”.

CASTIADAS – La società del patron Zaccheddu è passata per le forche caudine della rivoluzione in extremis. Terremoto Savini, tecnico romano individuato per il post-Pinna, esonero burrascoso ed ecco Massimiliano Paba. Il mister sassarese un anno fa veniva silurato dal Latte Dolce a pochi giorni dall’inizio del campionato, adesso subentra con i lavori in corso e poco tempo prima di partire. “Ci sono giovani di valore – analizza Colombino – Penso a Idrissi, Manca, Camba, Serra, più Steri aggiunto lì in mezzo a Carrus. Vedremo come inciderà mister Paba, non mi stupirei se ci fossero novità sostanziali e si affidasse al 3-5-2 con cui ha conquistato l’ultima salvezza in categoria”. 

BUDONI – “Cerbone è tecnico valido, con esperienza in Serie D, il Budoni alla fine arriva sempre”, ci spiega Colombino. I biancocelesti galluresi, alle prese con il problema campo (manto in sintetico disastrato, giocherà a Siniscola) e come sempre sul filo del rasoio societario e tecnico in estate, danno continuità all’epopea Cerbone e hanno una squadra con ottimi valori tecnici. La qualità di Spano, subito pimpante in Coppa, il ritorno di Villa, l’arrivo di Murgia e le altre giovani certezze che il club non ha mai avuto paura di lanciare. Obiettivo ripetere l’ottima e serena stagione passata. “Varela è uno dei migliori ’98 in circolazione – continua Colombino – Raimo e Malesa sono sicurezze a questi livelli e in questa realtà, Spano penso sia uno dei calciatori più forti dell’ultimo campionato, Villa può rimpiazzare adeguatamente Sartor. Il Budoni lavora bene con i giovani, che hanno minutaggio reale, quindi lo vedo bene”. 



LANUSEI – “Per me, oggi, la squadra più solida del lotto isolano”, non ha dubbi Colombino. Tanti cambiamenti, come sempre, e in Ogliastra c’è fame di un’altra salvezza magari alzando il livello del gioco, del divertimento in una piazza sempre calorosa e della classifica. Cambio in panchina (dentro Aldo Gardini) e alla voce direttore sportivo, ma anche in campo c’è stato il consueto rimescolamento. “Gente come Bernardotto, Congiu e Quatrana sono giovani che però devono guidare la truppa in nome di un già ottimo vissuto, poi ci sono quei giovani come Ladu, Demontis e Floris che ormai hanno anch’essi un’ottima esperienza. A Sassari contro il Latte Dolce, nella vittoria di Coppa, mi hanno impressionato, mister Gardini fa giocare chi merita e porta avanti il suo credo senza paura. Per me può soffrire meno del passato”.

Fabio Frongia

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