Il gruppo torresino (foto: Alessandro Sanna)

C’è tutto contro la Torres, quando perdi due derby in un mese e hai 3 punti in altrettante partite di campionato. La nuova sconfitta contro il Latte Dolce restituisce ai rossoblù i nodi che arrivano al pettine costituito da un calciomercato non pienamente convincente, foriero di una rosa che si conferma incompleta, se non inadeguata.

Una squadra da vorrei ma non posso, quella di Tortora, che ha subito il maggiore palleggio di Bianchi e compagni, utile per mandare a vuoto il generoso pressing e l’ardore che è marchio di fabbrica del suo allenatore. Un buon inizio avversario, l’ingenuità difensiva del suo giovane difensore (Briukhov, a disagio da terzino destro come già nella Primavera del Cagliari, commette fallo da rigore), l’orgogliosa reazione e la sostanziale incapacità di spuntarla, finendo beffata per una punizione attorno alla quale non sarebbe giusto costruire troppi alibi.



Tortora e la Torres provano a recuperare giustamente e pienamente Demartis, più a suo agio in posizione centrale e avanzata, dando inventiva, geometria e visione ad una squadra che non abbonda certo di esperienza e qualità. Da lì, il buon Giacomo – al quale sarebbe sbagliato chiedere di giocare sempre e comunque in modo decisivo, ma che va invece gestito – può innescare ali e punte, come nel caso del gol di Sarritzu. La ricucitura con Demartis è una delle note liete, assieme alla famelica voglia di Sarritzu e alla voglia di sgomitare delle punte, alle quali manca però incisività.

Si paga dazio nei ruoli chiave della difesa, dove, perso Minutolo per infortunio, il solo Peana – che, come già detto, avrebbe bisogno di una spalla complementare e di uguale spessore – non basta a dare solidità. Piga terzino sinistro non lesina impegno e dedizione, ma sacrificare il sette polmoni della mediana come tappabuchi non giova al ragazzo e alla squadra. La quale soffre sia dal punto di vista dei ricambi (over e non) sia per la fragilità della sua ossatura centrale, dovuta alla gioventù per forza di cose incline alla discontinuità.

La Torres è questa. Non sta franando, né è giusto parlare di chissà quali drammi oltre il dovuto. Ci sono dei limiti evidenti, sarà importante tenere botta fino a dicembre per capire cosa si potrà fare, e cosa si vorrà fare di una stagione altrimenti di sofferenza.

Giampietro Murrighile



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