Gianfranco Matteoli

L’Inter è il top, come ambiente, tifosi, società, te ne rendi conto solo quando ci sei dentro. Giocare a San Siro è un’emozione clamorosa”. Così Gianfranco Matteoli, uno degli osservatori nerazzurri dopo aver diretto il settore giovanile del Cagliari per 15 anni (compreso il primo dell’era Giulini) e aver giocato sia con la maglia nerazzurri (vinse lo Scudetto dei record con il Trap) sia con quella rossoblù.

Per lui, quella di stasera è partita ovviamente speciale. Lo ha intervistato la Gazzetta dello Sport. E il Cagliari? “Sono cresciuto con il mito del Cagliari e di Gigi Riva, ma per vincere il titolo non bastava un solo giocatore. La squadra del ’70 era fortissima, vincere a Cagliari non era facile, tornare in Sardegna a giocare dopo anni fuori è stato importante, i risultati ottenuti hanno impreziosito tutto”.



Da dirigente una carriera rilevante. “Il modello è stato Mino Favini, conosciuto al Como. Grazie a lui ho sempre avuto il pallino di lavorare nei settori giovanili – dice Matteoli – Cellino mi ha dato questa opportunità, lasciandomi libero, molti ragazzi che ora giocano nei professionisti sono frutto di quel periodo bellissimo”.

Impossibile non parlare di Nicolò Barella. “A Cagliari abbiamo fatto un lavoro straordinario che forse viene dimenticato. Avevamo puntato molto sui calciatori sardi, il Barella di oggi si vedeva già anni fa: personalità al di là delle doti tecniche, testa straordinaria. Pronto per una big? C’è molta differenza, ma Nicolò ha la personalità per giocare a San Siro, dove i tifosi sono molto esigenti. Quando si prendono certi giocatori occorre pensare a questo, magari ci sono elementi forti tecnicamente ma che di fronte alle pressioni si nascondono”.

Ma nell’Inter c’è anche Radja Nainggolan, che Matteoli vedeva a Cagliari mentre sbocciava. “Fece tre mesi con noi nella Primavera quando era fuori rosa, prima dell’arrivo di Bisoli. Gli ho sempre detto che era un giocatore da Inter, non ha paura di niente e per questo è diventato un calciatore vero”.

La chiusura è con una certezza. “Per il Cagliari sarà molto difficile giocare (e fare punti, ndr) contro l’Inter di oggi, che è forte, a San Siro”.



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