Bruno Conti e Francesco Totti

L’autobiografia di Francesco Totti, scritta insieme al giornalista Paolo Condò, ha fatto discutere per le tante rivelazioni rumorose dell’ex capitano (ora dirigente e bandiera immortale) della Roma. Tra protagonisti del calcio (e non) e presentazioni in pompa magna in tv e al Colosseo, la vita del Pupone messa nero su bianco rischia di diventare uno dei casi letterari del momento.



Tra i moltissimi aneddoti regalati da Totti ce n’è anche uno che interessa il Cagliari e un passaggio nel capoluogo sardo. Si riferisce alla stagione 2004/2005, l’ultima di Gianfranco Zola da calciatore e quella in cui la Roma di Totti naufragherà in mezzo al caos con ben tre allenatori dimissionari in una stagione (Prandelli, Voller, Delneri). Al Sant’Elia finirà 3-0 per il Cagliari con Zola sontuoso ed Esposito castigatore, tra gli altri. “Negli spogliatoi Delneri comunica a Rosella Sensi di averne abbastanza – racconta Totti – Se ne va. (…) Quel pomeriggio Rosella chiede al presidente Cellino, del quale è amica, l’uso di uno spazio riservato per discutere brevemente e prendere una decisione: oltre al direttore sportivo Daniele Pradè fa chiamare soltanto me e Montella. Ormai siamo i vecchi saggi dello spogliatoio. Così saggi che, quando Cellino ci accompagna nell’abitazione del custode dello stadio, veniamo distratti dall’odore delle fettine di carne impanate che la moglie sta preparando in cucina”.

“Anche Rosella – continua Totti -, malgrado la drammaticità del momento, fa la smorfia di chi avrebbe una gran voglia di attaccare la pila di bistecchine: la signora intuisce la situazione, e con estrema gentilezza ce le offre. Impossibile resistere. L’atmosfera è surreale: il vertice d’urgenza tra dirigenti e giocatori anziani per decidere il nuovo tecnico si svolge sbocconcellando (deliziose) cotolette e cercando uno scottex per pulirsi le dita unte. Sia come sia, arriviamo tutti allo stesso nome, e siccome l’uomo in questione è fuori dallo stanzino a chiacchierare con il figlio, usciamo non prima di aver salutato la portentosa cuoca del Sant’Elia”.



Non difficile indovinare il nome di colui che sarà poi nuovo allenatore della Roma, reggente in una situazione allo sbando. “Appena ci vede, e nota che i nostri sguardi si sono concentrati su di lui, Bruno Conti alza le mani come a proteggersi dicendo «No, no». È evidente che se nella vita avesse voluto fare l’allenatore, avrebbe fatto già da tempo altre scelte. Adesso sta appunto parlando con suo figlio Daniele, ignaro della riunione, e quando capisce che vogliamo lui prova a sottrarsi. Ma non può. (…) Oggi posso dire che quell’anno la Roma rischiò pesantemente la retrocessione (…). «Non mi mettete in mezzo» è l’ultima difesa di Bruno, che infine deve concedersi, da persona generosa qual è”, spiega Totti, che poi continua sul suo libro rivivendo quella parentesi di ormai 13 anni fa e la Roma che riuscirà ad evitare guai peggiori prima di tuffarsi nelle mani di Luciano Spalletti. Altro uomo che nel libro è protagonista, con i racconti dell’amore e odio con Totti.

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