Angel Parejo ai tempi della militanza torresina (foto: Gianfranco Carta)

Dalle pagine de L’Unione Sarda, un totem della storia della Torres femminile più gloriosa come Angel Parejo parla del momento buio attraversato dalla società rossoblù ma in generale dal calcio femminile italiano.

Per lei con la Torres 333 gol in 354 partite, oltre a quelli segnati con Oristano, Torino, Olbia, Roma, Reggio Emilia e le giapponesi del Takarazuka. Ormai è sarda a tutti gli effetti, legatissima all’isola e a Sassari, dove fa la barista. “In vent’anni il calcio femminile italiano è crollato – dice Parejo – La Torres era la Juventus d’Italia, ora c’è la Serie C… Purtroppo è il frutto di mancata programmazione, non c’è stato un settore giovanile adeguato. Penso che solo il Cagliari possa salvare il calcio femminile – afferma senza problemi -. Non capisco perché non faccia almeno la Serie B. E la Torres di oggi? Credo che possano ottenere la promozione. Ci vuole un imprenditore che investa, penso a Giulini o Sardara“.



La realtà torresina cerca di rialzarsi e ritrovare la strada dorata con gli sforzi del presidente Andrea Budroni e di un progetto giovane, ripartito dalla Serie B prima e ora dalla Serie C. Il pallone in rosa del Belpaese conosce invece una nuova era grazie al fatto che i club professionistici si sono attivati (obbligatoriamente) per mettere in piedi anche il settore femminile. Dalla Juventus in giù, la Serie A e Serie B di calcio femminile è cambiata parecchio, ma in Sardegna – dove il Cagliari sta iniziando anch’esso il suo percorso – la Torres vede come lontano ricordo l’epoca che l’ha vista laurearsi club più titolato d’Italia.

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