Marco Sau contro l’Inter | FOTO DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS

Il Cagliari e il problema del gol. Questo il titolo del momento in casa rossoblù, che accompagnerà la squadra di Rolando Maran alla delicata sfida di sabato contro il Bologna. Difficoltà croniche e prevedibili, alla luce dell’organico. Un anno fa Pavoletti rilevava Borriello, svolgendo pienamente e in modo decisivo il suo compito. Nell’estate 2018 è stato inserito Cerri, che però fatica a conquistare la fiducia del tecnico. E chissà che l’inserimento del doppio centravanti non possa rappresentare una svolta tattica, tecnica ed emotiva in una prima linea asfittica non solo per colpa degli interpreti.



Il trend realizzativo del Cagliari dalla stagione 2016/2017 in avanti, però, offre qualche curioso dato statistico che può aiutare a riflettere. Nel campionato del ritorno in Serie A, con Rastelli allenatore, i sardi si segnalarono per l’elevata media realizzativa e le enormi difficoltà difensive a fare da contraltare. Furono ben 7 le partite con più di 2 gol realizzati, foriere di una sconfitta (in casa contro la Fiorentina) e di 6 vittorie (a Palermo e in casa contro Atalanta, Sassuolo, Genoa, Chievo ed Empoli). Si registrarono, inoltre, 17 partite totali con almeno 2 gol fatti, per un bottino di 13 vittorie, 3 sconfitte e un pareggio. Un ruolino che aiutò ad ammortizzare le celeberrime imbarcate (sconfitte con goleada in casa e fuori) e permise di salvarsi senza affanni prima di Natale, nonostante diversi problemi di spogliatoio e di identità tattica.

Nella stagione 2017/2018, divisa tra la gestione Rastelli (terminata a metà ottobre) e quella Lopez, il Cagliari non ha mai segnato più di 2 gol. Furono 10 le partite con un paio di reti all’attivo: arrivarono una sconfitta, un pareggio e 8 vittorie. Dati che testimoniano una volta di più quanto nel calcio sia importante fare gol, banale da dire ma emblematico nei numeri. Soprattutto perché, laddove una squadra non può vantare la difesa ermetica nel lungo periodo, è altrimenti complicato portare a casa partite e punti pesanti. Prova ne è il fatto che il Cagliari di oggi (solo con il Sassuolo ha segnato 2 reti, pareggiando), come quello del recente passato, fatica a fare bottino pieno di fronte al solo gol realizzato (quando va bene) non riuscendo a proteggere un vantaggio o trovandosi incapace di recuperare il gap. Non segnare più di 2 gol (talvolta, spesso, non più di uno), soprattutto quando se ne ha l’occasione, porta come si è visto a non chiudere le partite e a scialacquare diversi punti.

La partita col Bologna somiglia molto a quella della scorsa primavera: era un momento molto più delicata, ma oggi non è meno importante per la classifica e dare segnali concreti. Allora finì con uno 0-0 scialbo, carico di paure e vorrei ma non posso. Urge, dunque, invertire la rotta, per non impantanarsi più del dovuto. A Maran il compito di trovare la ricetta.

Fabio Frongia



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