Daniele Dessena, parmense classe ’87 (Foto Gianluca Zuddas/Fotocronache)

Sabato a Milano ha raggiunto le 300 presenze in Serie A divise tra Cagliari (la maggior parte), Parma e Sampdoria. Il capitano rossoblù Daniele Dessena è uno dei giocatori più discussi, soprattutto da quando il suo rendimento ha subito un calo in seguito al famoso e famigerato infortunio di Brescia, nel novembre 2015.

Giocatore più fisico che tecnico, in questa stagione ha raccolto 208 minuti in 7 giornate, frutto di due gare giocate dall’inizio (Sassuolo e Inter) e di due spezzoni (22′ a Bergamo, 6′ contro il Milan). Partito come riserva delle riserve, si è già ritagliato uno spazio abbastanza importante nelle gerarchie di Maran, ma resta da capire quanto il capitano possa essere effettivamente ancora utile nel contesto della Serie A.



A dispetto delle critiche, Dessena ha dimostrato almeno sul piano fisico di essere un giocatore ritrovato, non ancora l’onesta mezzala pre-infortunio, ma sicuramente in risalita rispetto alle ultime stagioni. Lo dimostrano i chilometri percorsi nelle due partite giocate per intero. Nella sfida col Sassuolo ha infatti chiuso davanti a tutti i compagni, con quasi 12 km percorsi, sabato scorso ne ha macinati 11 e mezzo, dietro solo a Barella e Ionita. I palloni recuperati sono stati 6 (4 contro il Sassuolo, 2 contro l’Inter), mentre le palle perse erano state 6 col Sassuolo, contro le ben 6 di San Siro.

Ed è qui che arriva il problema: quando il capitano è chiamato a giocare la palla, alla corsa non viene quasi mai abbinata la precisione. Per una squadra che fa del possesso in mezzo al campo una delle chiavi del gioco, un aspetto non di poco conto. Le tre verticalizzazioni sbagliate nel secondo tempo di San Siro ne sono l’esempio, tre possibili occasioni mancate per difetto di tecnica.

Allo stesso modo mancano gli inserimenti senza palla in verticale. Con così tanti chilometri percorsi, ci si aspetterebbero delle conclusioni, anche da fuori, invece in 180 minuti non sono arrivati tiri in porta. Solo uno fuori misura, col pallone spedito nella Curva Sud della Sardegna Arena in chiusura di primo tempo contro il Sassuolo.

La soluzione potrebbe essere limitare Dessena al ruolo di centrocampista di fatica, pronto a coprire gli spazi difensivamente e a consegnare la palla ai compagni più dotati quando recuperata, nonché sfruttarne le doti di inserimento in verticale a prescindere dalla precisione delle conclusioni. A Maran la decisione. Ma il capitano, almeno sul piano atletico, non sembra affatto lontano dai tempi migliori.

Matteo Zizola



Altre notizie relative

Barella: “Sono parte di un popolo” Le parole del centrocampista cagliaritano a Sportweek
Giulini: “Barella? Potrebbe voler la Champions…” Il presidente rossoblù: Segue Srna e Chiellini come esempi
Dessena: “Barella non ha bisogno di consigli” Il centrocampista del Cagliari parla così in vista della prossima gara con la Fiorentina

...e tu cosa ne pensi?

300