Rolando Maran

Il Cagliari si appresta ad affrontare il Bologna in quello che è un vero e proprio crocevia della stagione. Sei punti conquistati nelle prime sette giornate. Bottino magro, identico a quello dello scorso campionato a questo punto della stagione. Il che fa da contraltare ai progressi dal punto di vista del gioco: manovra da una parte, punti e dati dall’altra, eterna diatriba difficile da sciogliere.



Proprio la situazione di classifica giustifica confronti fra passato e presente: un anno fa i rossoblù guidati da Rastelli si presentarono all’ottava giornata forti di due vittorie (una in casa e una fuori) e due sconfitte (casalinghe), contro le dirette concorrenti per la salvezza, più le tre sconfitte contro le grandi sfidate in trasferta. Maran arriva da una sola vittoria lontano da casa (unica in sette partite), tre pareggi casalinghi e tre sconfitte in trasferta (due contro dirette concorrenti).
Allora come oggi sarà una squadra rossoblù a presentarsi alla Sardegna Arena, contro un Cagliari alla ricerca dei tre punti scaccia crisi. Rastelli si suicidò sportivamente contro il Genoa, con la scelta di Van der Wiel a chiudere il cerchio di una situazione non più sostenibile. Maran aspetta il Bologna per ribaltare i giudizi su una squadra che sì gioca a calcio, ma lo fa solo in parte risultando deficitaria nella fase offensiva, non solo per uomini (gli stessi della passata stagione, quando i gol furono quattro come oggi), ma soprattutto per filosofia.
Allora come oggi si arriva alla sfida dopo tre partite in una settimana, due contro concorrenti dirette in classifica e una in trasferta contro la grande di turno. Un’occasione ghiotta di riscatto, che Rastelli fallì e che Maran non vuole lasciarsi scappare.
Allora come oggi, infine, il tecnico era schiavo del proprio credo tattico a prescindere dalla situazione del momento, con il poi esonerato tecnico campano che insistette (e pagò) con il 4312 senza avere i giocatori per farlo. Proprio come oggi Maran insiste sullo stesso schema pur se lo sviluppo delle gare non sembrerebbe dargli ragione.
Una sconfitta metterebbe a dura prova la pazienza dell’ambiente verso l’ex Chievo. Così come un pareggio senza mordente, sulla falsa riga di quello contro gli stessi felsinei ottenuto pochi mesi fa da Lopez, probabilmente farebbe altrettanto. La vittoria a prescindere dal gioco appare l’unico risultato possibile per dare nuova linfa ai sardi e mettere da parte l’eterna diatriba fra gioco e punti. Alla fine, infatti, ciò che conta è fare un bel passo in avanti in classifica così da rispedire al mittente i confronti con un passato che ancora fa discutere.
Matteo Zizola



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