Esultanza del Lanusei in questo fortunato inizio di stagione (foto: Alessandro Sanna)

Il Lanusei in trasferta sa solo vincere. L’ultimo colpo, quello di Anzio, cesella una classifica da urlo, degna didascalia della crescita del club ogliastrino da quando è sbarcato in Serie D, dove ormai ha con pieno titolo piazzato le tende. Ne ha fatta di strada la società biancorossoverde, che ora osserva con curiosità una classifica dove dietro la corazzata Avellino (del suo ex tecnico, il focoso Graziani) c’è proprio il suo nome. Un inizio sprint che – in fede alle classiche dichiarazioni da freno a mano tirato – serve per mettere fieno-salvezza in cascina, ma che soprattutto vidima le coraggiose scelte progettuali dell’estate.



Squadra molto giovane, con alcuni ragazzi che paiono “vecchi” solo per l’ormai assodata esperienza a certi livelli, accanto ai quali si è edificata una linea verde solida. I ’93 Bonu e Congiu, pilastri della difesa, l’ottimo portiere (’94) La Gorga – già protagonista nella scorsa stagione -, i ’95 Ladu e Demontis, cuore, gambe e piedi del centrocampo. Ossatura non da poco, in un campionato dove la gioventù paga, a patto che sia realmente di valore.

E poi i virgulti, come il ’99 Kovadio, ora di proprietà del Parma che l’ha lasciato lì a maturare. Il coetaneo Carta, con un passato all’Entella. Il tutto frutto di un’età media bassissima, 21.6 anni, che la dice tutta su come si stia lavorando. Al di là della classifica, insomma, in Ogliastra c’è solo da brindare e tenere salda una creatura preziosa.

Impossibile, però, non tornare all’estate. Il binomio formato da Aldo Gardini (allenatore con un lungo passato da calciatore in Sardegna, ex Trastevere e Nuorese come vice, due anni fa) e Luigi Abbate (direttore sportivo anche tra i “pro”) ha strutturato il Lanusei a livello tecnico e di gestione sportiva, giustificando l’obiettivo societario di vivere una stagione più tranquilla rispetto alla precedenti, divertendo e divertendosi. Gli acquisti convincono: dal ’96 Quatrana (ex Monterosi) al ’97 Bernardotto, punta mortifera, passando per i 2000 Sicari, Likaxhiu (centrocampista albanese) i gemelli Tenkorang. C’è davvero tutto per arrivare davanti alle altre sarde e vivere un sogno sempre più grande.

Fabio Frongia



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