Pavoletti, punto fermo di Maran: i due durante un match | Foto: Zuddas, Fotocronache

Varie formazioni, sempre con il 4-3-1-2 d’ordinanza, seppur con varianti a seconda degli interpreti. Che sono stati diversi ma non attingendo totalmente dalla rosa del suo Cagliari. La gestione di Rolando Maran si rivela sin qui parsimoniosa, con varie convinzioni in senso espansivo e restrittivo, con punti fermi e altre incognite da sbrogliare. Farlo con una classifica meritoriamente sorridente sarà certamente più facile.



Il tecnico trentino ha utilizzato 21 elementi, dei quali i soli Cragno e Barella hanno giocato tutti i minuti a disposizione. Al contrario, oltre i portieri di riserva Rafael, Aresti e Daga, il solo Pajac risulta mai impiegato fino a oggi, dopo 8 partite di campionato e 720 minuti archiviati. Il croato, nonostante l’infortunio di Lykogiannis (180 minuti in due gare), sembrerebbe dunque l’unico a non rientrare per nulla nei piani di Maran.

L’ossatura della squadra risulta chiara: Pavoletti e Srna hanno giocato sette gare su otto, con il primo fermato dall’infortunio a Parma (630 minuti) e il secondo dal residuo di squalifica a Empoli, più l’infortunio sabato scorso contro il Bologna a gara in corso (568). A sorpresa sono Ionita e Farias gli altri due elementi ad avere otto presenze su otto, pur se con notevoli differenze: il moldavo è subentrato solo due volte a gara in corso ed è stato sostituito cinque (514 minuti), mentre il brasiliano l’esatto contrario, subentrando in cinque occasioni e venendo sostituito in due (282).

In difesa spicca il minutaggio di Romagna che a un certo punto è sembrato sparire dal radar maraniano, ma che grazie agli infortuni dei colleghi di reparto si è ritagliato uno spazio importante, risultando il più impiegato fra i centrali di difesa, con 540 minuti in sei presenze. Dietro di lui Klavan (495 in sei gare), Pisacane (286 in quattro), Andreolli (94 in due) e Ceppitelli, fermo ormai ai 24 minuti di Empoli prima di entrare in infermeria. Punti fermi sono anche Castro, Bradaric e Padoin, con il primo che ha saltato solo due gare per guai fisici (458 minuti), mentre il croato (453 in 7 gare) e il talismano (450 in 5 gare) hanno guadagnato la loro titolarità con il tempo.



La corsa per il ruolo di seconda punta è stata vinta da Sau in questo scorcio di stagione: detto di Farias, pattolino è stato il più utilizzato con 369 minuti in sei presenze, mentre dopo il rientro dalla squalifica Joao Pedro sta scalando posizioni con 335 minuti in 5 gare, giustificati da una condizione che solo ultimamente sta tornando quella dei tempo migliori.

In coda Faragò (264 minuti in 5 gare), Cigarini (237 in 4), Dessena (223 in 5) e Cerri (77 in 2) i quali, escluso quest’ultimo, hanno comunque raccolto un discreto minutaggio dimostrando quanto Maran voglia tenere sul pezzo la maggioranza dei giocatori a disposizione. Il campionato è lungo, le gerarchie sono in continuo divenire, ma il tecnico ex Chievo sembra sempre più vicino a trovare il proprio undici base. Una cosa resta certa: fra turni infrasettimanali, cali di forma, infortuni e squalifiche ci sarà spazio per tutti o quasi.

Matteo Zizola

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