Rolando Maran e Marcello Carli (foto: Gianluca Zuddas, Fotocronache)

Il calciomercato estivo 2018 del Cagliari, dopo la vittoria di Bologna, assume un altro significato. Castro trequartista, Joao Pedro seconda punta: ciò che era un vuoto sembra non esserlo più grazie alle mosse di Maran. La duttilità della rosa sfruttata per ovviare ad alcune mancanze, ma i buchi tappati creano altri buchi, con gerarchie modificate rispetto a due mesi fa.

Come si può valutare a posteriori la campagna estiva dei rossoblù?

Innanzitutto dando alla società ciò che è della società: Srna ha allontanato ben presto il pericolo di un Van der Wiel bis; Klavan, pur se non ancora all’altezza delle aspettative, ha fatto vedere alcune cose buone; Bradaric ha piano piano preso possesso della cabina di regia, Castro è cresciuto esponenzialmente riscattando un inizio di stagione abbastanza anonimo.



Il tema seconda punta sembra infine essere stato risolto con l’avanzamento di Joao Pedro, che mette il duo Sau-Farias nella posizione dei rincalzi e conferma Cerri come vice Pavoletti. Da questi accorgimenti nascono però altri problemi, partendo da quello del terzino sinistro: Lykogiannis, fra la prova non convincente di Parma e l’infortunio successivo, ha creato un vuoto che Pajac non sembra poter coprire, come dimostrano i zero minuti di utilizzo. Così è la duttilità di Padoin a risolvere il rompicapo trascinando però con sé la nascita di un altro vuoto sulle mezzali.

Con Castro avanzato sulla trequarti, Faragò come vice-Srna e il talismano dirottato sulla linea difensiva, Ionita ha scalato le gerarchie entrando di diritto nell’undici titolare. E, soprattutto, Dessena è diventato la prima alternativa del moldavo e di Barella. Non male per chi partiva dal ruolo di capitano non giocatore prima di inizio stagione.

Davanti, infine, il problema seconda punta appartiene ora alla voce ricambi, con Sau e Farias che non danno garanzie in caso di acciacchi dei titolari, pur se le dirette concorrenti non presentano rincalzi di livello superiore. Un mercato che dunque a posteriori risulta positivo, ma comunque incompiuto. Cambiano le posizioni delle toppe da applicare, ma le toppe restano necessarie. Così come alcune mosse hanno, per ora, confermato la loro negatività. L’investimento in prospettiva che ha interessato Cerri è, secondo l’opinione comune, eccessivo. Il parmense sin qui è pressoché rimasto ai box, in attesa di tempi migliori, come promette Maran. Andreolli ha messo da parte le valigie ritagliandosi (anche “grazie” agli infortuni) dello spazio insperato, mentre dell’emarginazione di Pajac già si è parlato.



Gennaio è lontano, Maran ha in mano sicuramente una squadra più completa rispetto ai predecessori e, pur nella criticità di alcune falle, la barca sembra sicura. Basterebbe davvero poco per assicurarsi senza se e senza ma una stagione senza patemi, che appare comunque all’orizzonte.

Matteo Zizola

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