Gigi Riva sul prato della Sardegna Arena (foto: Cagliari Calcio)

C’è tanto Gigi Riva nel numero novembrino del Guerin Sportivo. Rombo di Tuono viene celebrato accanto ad altri monumenti della storia del calcio, in concomitanza con il suo 74esimo compleanno, che cadrà il 7 novembre. A scrivere di Riva sono firme importanti come quelle di Marco Montanari, Roberto Beccantini e Italo Cucci. Quest’ultimo, firma bolognese da sempre vicina agli amati rossoblù felsinei, ricorda un aneddoto legato all’estate 1964, quando Riva fu vicino ad approdare in quello scudettato squadrone che faceva tremare il mondo.



“Ogni volta che trasformano un autogol in gol scrive Beccantini – penso a Rombo di Tuono (soprannome dato da Gianni Brera nel 1970, ndr), ai furti che gli abbiamo perpetrato per una pignoleria che ci piaceva far passare per integrità statistica. Non vi dico il risarcimento al quale avrebbe diritto”. Poi la vidimazione, in mezzo ai noti ricordi di infortuni e gol leggendari: “Un pezzo di storia. Attenzione: ho detto pezzo, non prezzo”, sigilla Beccantini con la proverbiale classe.

“Quei 650 metri quadrati (l’area di rigore, ndr) erano sotto la sua giurisdizione”, scrive Montanari, che continua: “Quando il pallone transitava a portata di piede (rigorosamente il sinistro) o di testa, al portiere non restava che il segno della croce”. Riva, promosso per la prima volta in A col Cagliari nel ’64, icona dello Scudetto ’70, della Coppa dei Campioni, di tanto altro che va oltre il calcio, diede alla Nazionale italiana due infortuni che lo fermarono a 32 anni e limitarono probabilmente gli allori del Cagliari. Ma non annacquano il suo peso nella storia. E a ridosso del debutto di un altro cagliaritano, Nicolò Barella (leggi qui tutti gli articoli sul tema), risuona sempre il suo record che chissà quando sarà battuto: 35 gol in 42 partite azzurre. Scusate se è poco.

Notevole è l’aneddoto che Cucci regala sull’estate del 1964. L’oggetto è la trattativa che avrebbe dovuto portare Gigi Riva al Bologna appena scudettato. Protagonisti Andrea Arrica (Cagliari), Italo Allodi (Inter), Antonio Bovina (Bologna), “ma giurerei che ci fosse anche Carlo Montanari”, spiega l’ex direttore del Corriere dello Sport. Lo scenario: emiliani sul giovane Riva, che piace all’Inter, la quale però potrebbe accontentarsi di Pascutti dal Bologna. Un affare per tutti, o quasi. “Il mio amico Ezio ha già qualche acciaccodice Cucci – e il Mago Helenio (Herrera, ndr) che lo vuole a tutti i costi dovrebbe saperlo, visto che ha perso lo spareggio-Scudetto per colpa sua. Pascutti infortunato, Bernardini lo sostituì con il terzino Capra anziché l’ala Renna, una mossa tattica che Helenio non capì e subì insieme alla sconfitta”.



Per il Bologna la possibilità di prendere un grande giocatore, mentre il Cagliari avrebbe preso più soldi dai nerazzurri. Ma all’Hotel Gallia di Milano (sede del calciomercato di allora) l’affare saltò presto. “Pascutti non si tocca, per volere di Schiaviol’Angelo Custode rossoblù, il mitico vincitore del Mondiale del 1934, che dettava legge anche se ormai si curava solo del suo negozio di abbigliamento in Bologna (…). Ed Ezio – aggiunge Cucci – si incazzò di brutto, perché dall’Inter avrebbe avuto dei bei soldoni”. Riva a Cagliari, Pascutti a Bologna, Inter a bocca asciutta. Così fu, se vi pare.

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