Rolando Maran

Rolando Maran ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de L’Unione Sarda. Il tecnico trentino elogia il “rispetto” da parte dei sardi, cosa che l’ha colpito, ricordando la povera Tamara, donna morta nell’alluvione di Assemini, definendo la truppa Cagliari “sconvolta e addolorata” per una persona che abitava non lontano da Asseminello.



Maran torna sulla voglia di “crescere nell’essere squadra e nell’interpretazione delle partite”, esulando dalla mera classifica o dai risultati. Concetti ribaditi più volte, anche quando prima della vittoria sul Bologna i numeri erano un po’ magri. Solito il richiamo al “senso di appartenenza” nei confronti dei colori rossoblù, mentre su singoli Maran si sbilancia: “Srna e Padoin hanno vinto tanto ma sono molto umili e pieni di entusiasmo, esempi per il gruppo come capitan Dessena. Castro ha avuto qualche problema iniziale, col Bologna è stato sopra le righe, sono felice perché ci teneva”, afferma Maran, che poi deve parlare dei problemi di Farias e Sau, le note stonate a causa dell’incapacità di incidere e fare gol. “Non è un problema, lo diventa se loro lo sentissero come tale. Danno alla squadra ciò che serve, è chiaro che per un attaccante il gol è importante”.

Barella fresco di esordio in Nazionale. “Ho rivisto quello del Cagliari, un orgoglio per noi tutti, da me che lo alleno ai compagni, i tifosi, il presidente che lo ha voluto trattenere. Pavoletti? Anche lui è da Nazionale, è tra i più forti, specie ora che c’è bisogno di attaccanti mi dispiace non vederlo tra i convocati”.



Maran si congeda parlando di sé e degli obiettivi. “C’è un presidente ambizioso, sono felice di essere qui, in una piazza prestigiosa e di grande fascino. L’obiettivo è la salvezza, ma ciò che conta è crescere giorno per giorno per poi vedere dove siamo arrivati, senza porci limiti e volendo stupire”.

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