Daniele Conti, classe ’79, è cresciuto nella Roma prima di diventare bandiera del Cagliari

Interpellato dai microfoni de L’Unione Sarda, Daniele Conti ha commentato il momento magico di Nicolò Barella, fresco di esordio azzurro, e i (tanti) paragoni che hanno investito il gioiellino rossoblù. Due partite, una amichevole e una ufficiale, giocate ottimamente dal sardo, oggetto del desiderio di molti sul mercato e accostato a simboli rossoblù come Gigi Riva e lo stesso Conti.



“Nicolò è forte, lo conosco bene, mi aspettavo che facesse ottime cose con l’azzurro – dice Conti -. E’ il giocatore che mancava a questa Nazionale, il miglior centrocampista italiano. Lui come Tardelli? Tardelli l’ho visto nei video di quando giocava con mio padre – continua Conti -. Sono d’accordo, si arrabbiava e metteva il cuore, proprio come Nicolò. E Nainngolan? Il paragone ci sta, Nicolò è un mini-Radja, meno forza fisica ma anch’egli bravissimo nel recupero del pallone e negli inserimenti”.

“Non molla mai, vuole sempre vincere e ha grande attaccamento. Mi rivedo in lui e spero che rimanga sempre così, ma conoscendolo non ho dubbi”. Barella ha conosciuto quell’azzurro che Conti non ha mai toccato. “Non era una mia priorità – conclude il romano -, io pensavo solo al Cagliari”.

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